mercoledì, gennaio 04, 2006

Recensione/ Ratchet: Gladiator

IconaIl simpatico duo è stato coinvolto in una trasmissione TV in cui si combatte per la sopravvivenza. La prolifica saga di Insomniac cambia direzione e le sezioni shooter prendono il sopravvento su quelle platform

Peplum

Ratchet: Gladiator
Sviluppatore: Insomniac Games
Editore: Sony Computer Entertainment Europe
Distributore: Sony Computer Entertainment Italia
Genere: Shooter
Piattaforma: PlayStation 2
Titoli correlati: Conker Live & Reloaded (Xbox); Unreal Championship 2: The Liandri Conflict (Xbox); Ratchet & Clank 3 (PlayStation 2)

Nella vita di un platform game, specie se di successo, arriva inevitabilmente il momento in cui scegliere se trasformarsi in un titolo di corse o in uno sparatutto. Espandendo le sezioni shooter viste nel terzo episodio della serie, il famoso Lombax ha scelto la seconda opzione. Come suggerisce il nome, Ratchet si trova suo malgrado nei panni di un gladiatore, impegnato a combattere nelle arene del DreadZone, una “sanguinolenta” trasmissione televisiva che ricorda, seppur da lontano, Smash TV.

Lo schema di gioco si allinea ai più classici sparatutto con visuale in terza persona e le componenti platform che hanno fatto la fortuna del franchise sono ora delle mere sezioni di contorno, utili per trasferirsi da una sezione all’altra. Già in Ratchet & Clank 3, il gioco aveva dimostrato un certo savoir faire nel campo degli shooter e il nuovo episodio non è da meno. Uno dei problemi maggiori del titolo Insomniac, però, risiede nel design specificatamente studiato per l’azione multiplayer online, che rende le sessioni in single player meno entusiasmanti rispetto al passato.

Ratchet GladiatorRatchet Gladiator

Sebbene le arene di gioco siano adeguate in multiplayer, soffrono di una certa semplicità che, in singolo, rende l’azione un po’ troppo lineare. Il focus sulla componenente online è evidente, inoltre, dall’abbondante riciclo delle mappe multiplayer per la campagna offline. L’avventura in single player, in ogni caso, mantiene il feeling con gli episodi precedenti grazie agli ottimi filmati e all’umorismo che contraddistingue la serie. La scena, questa volta, è interamente dedicata al neo-gladiatore Ratchet, in quanto il suo metallico compagno d’avventure, Clank, si fa vivo solo nelle cut-scene, col compito di mostrare al giocatore i progressi compiuti.

Nelle arene, Ratchet è accompagnato da due robot, utili alleati non solo per incrementare la potenza di fuoco, ma anche per superare alcune parti specifiche dello stage. Impartendo dei semplici comandi tramite la croce direzionale, infatti, è possibile chiamare a sè i droni o, per esempio, inviarli in avanscoperta per disattivare scudi energetici. Rispetto all’arsenale disponibile nel terzo episodio, in Gladiator si hanno a disposizione “soltanto” 10 armi, modificabili, però, in decine e decine di modi differenti con i potenziamenti Alfa e Beta. Mentre i primi vengono applicati automaticamente in base all’esperienza acquisita con le singole armi, i secondi possono essere assegnati manualmente e variano l’effetto ottenuto dai propri proiettili.

Ratchet GladiatorRatchet Gladiator

I 10 livelli a disposizione offrono una buona sfida, che sale esponenzialmente se si desidera completare il gioco in ogni sua parte. In ciascuna missione è possibile guadagnare dei punti abilità raggiungendo diversi obiettivi secondari (uccidere tanti nemici in fila, entro un determinato tempo e così via), ma è una pratica appetibile soltanto ai perfezionisti. In generale, è possibile completare Ratchet: Gladiator in meno di dieci ore. Vi sono ulteriori minigiochi e una nuova modalità in cooperativa a due giocatori. Come già detto, il piatto forte è riservato alle sessioni online a otto giocatori, composte dalle modalità di gioco tipiche del genere, supportate dalla buona stabilità della connessione e dall’uso della cuffia USB. Il gioco è coadiuvato da un sistema di controllo preciso e immediato, in cui selezionare un’arma è questione di pochi tocchi: premendo il tasto R2 l’azione si ferma e si accede a un comodo menù in cui scegliere l’arma con la leva analogica.

Dal punto di vista tecnico, Insomniac ha nuovamente centrato il bersaglio, grazie a un motore grafico più che buono, in grado di sostenere l’azione con una fluidità ottimale, fatta eccezione per rarissimi rallentamenti. Texture discretamente dettagliate e ottimi modelli poligonali fanno di Ratchet: Gladiator un titolo dalla cosmesi molto piacevole. Come in Jak X, sottolineiamo l’elevata qualità del doppiaggio in italiano e dei dialoghi in generale, sempre divertenti e ben scritti. Quattro capitoli in tre anni possono sembrare un po’ troppi, ma la deviazione verso gli shooter in terza persona è comunque ben riuscita, soprattutto in virtù della modalità online.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: upgrade di armi ben congegnato; sistema di controllo preciso; filmati e dialoghi divertenti
Replay Value: Ottimo. Multiplayer online ben fatto
Aspetti Negativi: in single player diviene noioso dopo poco tempo; arene multiplayer riciclate per la modalità offline
In Sintesi: Ratchet se la cava discretamente bene nelle nuove vesti di gladiatore. Sfruttare la modalità online è quasi d’obbligo

[Pubblicata originariamente su HighScore il 04/01/06]

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