mercoledì, marzo 01, 2006

Don't Hate the Playa, Hate the Game

Difficile restare lontani dal "gioco", dopo che questo ti ha accompagnato per 4 anni della tua vita, riempiendo le poche ore di aria che concede il tuo datore di lavoro. C'è chi si è dispiaciuto della sua uscita di scena, chi è rimasto indifferente, chi ne ha approfittato per la solita polemica. Personalmente, devo ammettere che HighScore mi manca.

Eccomi qui, dunque, con la tastiera alla mano ma in veste non ufficiale, come direbbe qualcuno. Per parlare nuovamente di intrattenimento videoludico, ma anche per concedermi qualche divagazione sul tema. Si vedono già i primi influssi dal mondo esterno, ovvero dal mondo del rap, o hip hop, che dir si voglia. Lasciatemi dare un paio di spiegazioni prima di darmi del commerciale.

Perchè Enter the Crackhouse?
Il titolo del blog è un omaggio a Ice-T, inventore del Gangsta Rap. Crackhouse è il nome della sua sala di produzione. Un luogo dove si produce roba che dà assuefazione, la sua musica, appunto. Una lettura al testo di I'm Your Pusher vi schiarirà sicuramente le idee. La mia Crackhouse vuole essere quindi un luogo in cui ci si diverte, dove il crack è da intendersi come Videogame, Musica, Fumetti, Cinema... una droga che ti fa andare alle stelle, ma che non uccide.

Perchè Don't Hate the Playa, Hate the Game?
Ancora una frase presa in prestito dall'ultimo album di Ice-t . Avrei potuto citare Too Short con Can't Stay Away. Sarebbe stata la stessa cosa.

E' arrivato il momento di andare, il viaggio è appena cominciato e io non ho affatto fretta.

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