martedì, ottobre 24, 2006

Recensione/ Myst (PSP)

La console portatile di Sony diviene scenario di un sogno che ha avuto inizio nel 1993. Il peso degli anni si sente, eppure Myst è ancora in grado di trasportare il giocatore in un evocativo mondo parallelo. Convince meno la scelta della piattaforma.

Myst

Sviluppatore: Hoplite Research, LLC
Editore: Midway Games Ltd.
Distributore: Leader
Genere: Avventura
Piattaforma: PlayStation Portable (disponibile per PC, Mac, 3DO, Saturn, PlayStation)
Titoli correlati: Myst IV: Revelation (PC, Xbox), Myst V: End of Ages (PC)
Gorillas in the Myst

Myst rappresenta uno dei punti cardine nella storia delle avventure punta e clicca, un gioco che ha creato un vero e proprio filone di episodi che ci accompagnano fin dal lontano 1993. PlayStation Portable diviene teatro della prima, evocativa avventura vissuta su PC e Mac una dozzina di anni or sono. Sebbene le lancette del tempo non si siano fermate, ancora oggi Myst è un titolo affascinante nella sua complessità e nel suo essere una sfida assolutamente cerebrale. Lo è grazie alle schermate prerenderizzate che si succedono senza animazione alcuna, oppure per la totale assenza di dialoghi, o ancora per l’ermetismo – talvolta eccessivo – di alcuni puzzle. Correva l’anno 1993, quando non vi erano complessi poligonali che descrivevano immensi mondi alternativi: Myst è sicuramente un titolo adatto ai nostalgici del genere, non certo al popolo di consumatori di videogame, che non avrebbero alcuna speranza di procedere nel gioco.

Si viene catapultati all’interno di un mondo alternativo – quello di Myst, appunto – senza ricevere spiegazioni. La sensazione di smarrimento è asfissiante durante i primi minuti di gioco, in cui si è lasciati liberi di esplorare l’isola e di comprendere la meccanica di gioco. Ci si muove per indizi, nel tentativo di risolvere il mistero di due fratelli, imprigionati in altrettanti libri dal padre stesso. Il punto di partenza, che già sembrava immenso, diviene così il portale per quattro mondi in qualche modo collegati fra di loro, che nascondono le chiavi per la soluzione dell’enigma dei fratelli. Non essendoci inventario, i puzzle vanno risolti sfruttando la propria logica e interpretando i segnali, soprattutto quelli sonori, che si individuano nello scenario.

La valutazione di Myst per PlayStation Portable è tutt’altro che semplice. Facendosi condurre dai canoni attuali, il gioco verrebbe stroncato per la realizzazione tecnica datata e per la frustrazione che deriva da alcuni enigmi veramente proibitivi. Non possiamo, però, ignorare la grandiosità di un gioco che tutt’ora conserva inalterato il proprio fascino grazie alle atmosfere evocative che lo caratterizzano. I dubbi sorgono quando si analizza l’obiettivo del progetto. L’ampio display di PlayStation Portable rende sì giustizia alla grafica statica dei fondali, ma ci si domanda se sia realmente la piattaforma ideale per il gioco. Il gameplay di Myst, che richiede concentrazione, non si adatta particolarmente bene alla caratteristica di mobilità della console Sony, come nemmeno i frequenti caricamenti che intervallano spesso una schermata e l’altra. L’importanza del comparto audio, inoltre, rende sconsigliabile le sessioni di gioco in ambienti rumorosi, a meno che non si usino le cuffie. Il sistema di controllo risente dell’assenza del mouse, in quanto l’esplorazione dello schermo per rinvenire nuovi indizi o per muoversi è riservata al pad analogico o alla croce direzionale. La possibilità di dedicare la croce direzionale unicamente agli spostamenti avrebbe giovato non poco all’immediatezza del gioco. In definitiva, Myst rimane un classico che non si è sgretolato con il passare degli anni, ma la conversione per PlayStation Portable appare poco adatta per goderselo fino in fondo.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: atmosfera evocativa; il ritorno di un classico; enigmi complessi
Replay Value: discreto. La durata dell’avventura è influenzata da quanto tempo sarete disposti a investire nei puzzle del gioco. I meno pazienti potrebbero abbandonare dopo meno di un paio di ore
Aspetti Negativi: si sente la mancanza di un mouse; caricamenti frequenti; poco intrigante per i neofiti
In Sintesi: A distanza di oltre dieci anni, Myst rimane il capolavoro di un tempo, evocativo ed estremamente intrigante. La versione per PlayStation Portable può essere considerata più un tributo a un classico che un titolo a cui dedicare il proprio tempo

1 commento:

  1. Lo ammetto, non avevo mai giocato a Myst. Ricordo che in quegli anni i miei amici con il PC si facevano belli della grafica stupefacente di questo gioco, mentre io me la spassavo con il mio Amiga e il CD32...
    Ho provato Myst su PSP. GOSH. Sicuramente i patiti del primo gioco lo compreranno facendolo vedere in giro come una sorta di cimelio portatile. Ma chi ha ripubblicato il gioco oggi crede veramente che la gente se lo ricomprerà?
    Anche Taito e altri hanno ripubbicato collezioni di vecchi giochi, ma almeno hanno aggiunto alcuni giochi "rivisitati" o edizioni nuove. Fai almeno vedere che ti sei impegnato!
    Cosa gli costava mettere una mappa 3d dell'isola? Usando il motore della PSP potevano permettere al giocatore di guardarsi l'isola in lungo e in largo in tempo reale. E' un modello 3D, il materiale era gia pronto. E chi negli anni 90 giocava a MYST se lo sarebbe ricomprato anche solo per questo.
    Sono comunuque molto perplesso...

    RispondiElimina