giovedì, novembre 01, 2007

Recensione/ Diabolik – The Original Sin

Dalla cellulosa ai pixel, Diabolik è chiamato ad affrontare una nuova sfida che potrebbe segnare la sua fine. Artematica mette a segno un’avventura “punta e clicca” strizzando l’occhio a Fahrenheit e Broken Sword.

Diabolik – The Original Sin
Sviluppatore: Artematica Entertainment
Editore: Leader
Distributore: Leader
Genere: Avventura
Piattaforma: PC DVD-Rom (disponibile per PlayStation 2, Wii, PlayStation Portable, Nintendo DS e DVD game)
Titoli correlati: Broken Sword: Il Sonno del Drago (PlayStation 2, Xbox); Fahrenheit (PC, PlayStation 2, Xbox)

Quello sguardo cupo

Nato negli anni ’60 dalla matita delle sorelle Giussani, Diabolik evade dalla carta stampata e si affaccia nuovamente sul mondo dei videogame per mano di Artematica Entertainment, che ha confezionato un’avventura punta e clicca con elementi di azione interamente ritagliata sul personaggio in calzamaglia nera. Sarà compito del giocatore scoprire gli eventi che hanno portato alla presunta morte di Diabolik, in un sapiente flashback che ripercorre le ultime 72 ore dell’eroe notturno, impegnato a rubare il prezioso quadro che dà il titolo al gioco. La vicenda si muove fluidamente attraverso filmati di discreta qualità e un buon numero di colpi di scena che tengono vivo l’interesse, nonostante in principio il ritmo salga con una certa flemma.

La caratterizzazione dei personaggi e la narrazione sono i due punti di forza di Diabolik – The Original Sin, che altrimenti sarebbe facilmente classificabile come un’avventura nella media. La cura riposta nella sceneggiatura, nei dialoghi (interamente doppiati in italiano, ma con voci appena sufficienti) e nelle inquadrature rende evidente il grande sforzo dei programmatori per trasferire le atmosfere del fumetto sul personal computer. Anche dal punto di vista grafico sono apprezzabili le ambientazioni e le schermate in 2D, un po’ meno, invece, i modelli poligonali e le animazioni legnose degli stessi. La decisione di affidarsi alle telecamere fisse disorienta invece di facilitare il compito, a causa dei cameraman posizionati in maniera spesso infelice.


Poco male, comunque, in quanto Diabolik si lascia controllare unicamente con il mouse: il tasto sinistro per le direzioni o le azioni, il destro per commutare le opzioni e quello centrale per accedere all’inventario sono gli unici input da dare al gioco, rendendo il tutto molto semplice e intuitivo. La modalità di gioco completa (denominata “Più Azione”) integra ai canonici enigmi svariate sezioni di quick time events in cui è necessario compiere determinati movimenti con il mouse entro un dato tempo. Oltre a garantire una dose di adrenalina maggiore, questa modalità introduce elementi stealth che si addicono particolarmente al personaggio. E’ interessante, infine, la possibilità di utilizzare due figure femminili, ovvero Eva, l’affascinante amante di Diabolik, e la misteriosa Helena, che forniranno punti di vista differenti sull’intreccio narrativo.

Personaggi secondari e quick time events accomunano il titolo di Artematica a giochi come Fahrenheit o Broken Sword, dai quali lo sviluppatore italiano ha sicuramente tratto ispirazione. I paragoni si fermano qui, in quanto Diabolik lascia parecchio a desiderare in termini di complessità degli enigmi e di regia generale. Le scene sembrano scollate fra di loro, soprattutto in corrispondenza delle parti di azione, dando l’impressione di un prodotto che avrebbe necessitato di ulteriore tempo di sviluppo. Il prezzo di soli 20 Euro a cui viene proposto potrebbe essere un valido compromesso, ma si sarebbe potuto fare comunque qualcosa in più. Allo stato attuale, Diabolik – The Original Sin si è rivelato come un’avventura discreta, basata su fondamenta narrative solide, ma a cui mancano alcuni tasselli nel gameplay che lo rendono consigliabile solo agli appassionati del ladro in calzamaglia o delle avventure in genere. Per costoro la confezione riserva un’interessante bonus che fornisce indizi indispensabili per proseguire nell’avventura.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: buona narrazione; ottimo feeling con il fumetto; prezzo budget
Replay Value: discreto. Per godersi il titolo fino in fondo è necessario giocare alla modalità completa
Aspetti Negativi: caricamenti frequenti; realizzazione tecnica con alcune lacune; puzzle spesso fin troppo semplici
In Sintesi: Diabolik – The Original Sin si è rivelata un’avventura riuscita che, nonostante i punti negativo, può contare su una buona narrazione e una vicenda intrigante.

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