martedì, dicembre 04, 2007

Recensione/ Gears of War (PC)

Dopo aver fatto parlare di sé per oltre un anno su Xbox 360, la guerra contro le Locuste si trasferisce su PC e lascia il segno indelebile di un titolo che fa del ritorno alle origini del gameplay il suo punto di forza

Gears of War
Sviluppatore: Epic Games
Editore: Microsoft Game Studios
Distributore: Microsoft
Genere: Shooter/Azione
Piattaforma: PC DVD-Rom (disponibile per Xbox 360)
Titoli correlati: Halo 2 (PC, Xbox); Bioshock (Xbox 360); F.E.A.R. (PC); Half Life 2 (PC)

Epic e l’ordine di Fenix

Massimo esponente di violenza e machismo allo stato puro, Gears of War rappresenta uno di quei pochi titoli che riescono a entusiasmare senza inventarsi nulla di straordinario. Preso per quello che è, il capolavoro di Epic Games si configura come un canonico sparatutto in terza persona dall’ambientazione disastrata da una guerra iniziata non si sa quando e per motivi ancor meno noti. Dal punto di vista della narrazione, è facile trovare buchi e qualche incoerenza – sebbene su PC vi siano 5 nuovi capitoli assenti su Xbox 360 che, quanto meno, collegano le gesta del giocatore prima del finale –, ma è altrettanto immediato sentirsi protagonista indiscusso della guerra contro l’esercito delle Locuste e scatenarsi in quella foga di proiettili che è Gears of War.

Ancora una volta, non è “cosa” viene proposto, ma “come” a rendere un gioco davvero unico nel suo genere. Epic ha saputo raccogliere in un’unica, brillante avventura, l’elemento chiave degli shooter, condendolo con alcuni tocchi di classe sufficienti a differenziarlo dai concorrenti. Il giocatore è chiamato a sparare a tutto ciò che grugnisce sfruttando l’ambientazione che lo circonda, dietro la quale trovare riparo per affrontare le minacce, per assurdo, in maniera più ragionata. Per ripararsi è sufficiente premere un tasto dedicato e, con lo stesso tasto, è poi possibile tuffarsi da una copertura all’altra con estrema semplicità. Grazie a tale immediatezza, il sistema di copertura diviene parte comprimaria dell’azione insieme agli scenari, appositamente pensati per mettere a frutto una strategia di gioco diversa dalla sparatoria a testa bassa.

Il sistema di ricarica costituisce un’altra piccola ma importante variante al gameplay tradizionale. Premendo il tasto “r” per ricaricare, è necessario premerlo nuovamente fermando l’apposito cursore in una zona predefinita in modo da ridurre quasi a zero il tempo di ricarica. Mancare tale zona significa far inceppare l’arma, ovvero la differenza fra la vita e la morte in quanto le Locuste sono caratterizzate da un’intelligenza artificiale piuttosto aggressiva. Sul terreno di gioco, fino a tre personaggi comprimari aiutano il giocatore nell’impresa, anche se talvolta si comportano in maniera poco responsabile costringendo il protagonista a correre in loro soccorso per rivitalizzarli o, peggio, dover ricominciare dall’ultimo checkpoint.

L’esigua quantità dell’arsenale è perfettamente controbilanciata dalle differenze fra le varie armi a disposizione. In particolare, il fucile d’assalto principale dotato di sega elettrica è già entrato nella storia del videogame, regalando al giocatore uno strumento sanguinario come pochi in circolazione. Probabilmente in virtù del già citato machismo, Gears of War è infatti un titolo in cui non si risparmiano violenza e sangue, elementi che per qualcuno potrebbero risultare troppo forti (il gioco è vietato ai minori di 18 anni), ma che giovano all’atmosfera complessiva del gioco.

Il poker di caratteristiche distintive di Gears of War si chiude con una realizzazione tecnica eccellente, che costruisce con polvere, ombre e rovine paesaggi di rara bellezza fatiscente, grazie peraltro alle geometrie dal sapore neo-classico di alcune ambientazioni. Il commento audio accentua le situazioni di pericolo ritratte sullo schermo e, insieme con l’incessante frastuono delle armi, costituisce in gran parte l’atmosfera vincente del gioco. Buono anche il doppiaggio in Italiano, essenziale e baritonale quanto basta. L’orgia grafica che caratterizzava la versione Xbox 360 è stata trasposta con cura sul PC, anche se i requisiti di sistema possono divenire una barriera per chi desidera godersi il gioco nel pieno del suo splendore. I requisiti minimi di sistema parlano di processore da 2,4GHz, 1GB di RAM e schede video di ultima generazione, ma una configurazione superiore è altamente consigliata, pena la necessità di ridurre risoluzione, effetti e convivere con i soliti inconvenienti di fluidità.

La transizione su PC porta con sé anche il canonico sistema di controllo mouse-tastiera che da un lato incrementa la velocità e la precisione del puntamento, ma dall’altra distribuisce le altre azioni sulla tastiera in maniera meno convincente rispetto al pad. E’ importante, invece, la decisione di scindere il tasto per la copertura da quello per la corsa, evitando i piccoli problemi emersi su Xbox 360. In ogni caso, è possibile collegare anche un pad con doppio controllo analogico per riprodurre l’esperienza per console anche sul personal computer.

La versione per PC ha guadagnato i già citati livelli aggiuntivi che rimpolpano la campagna in singolo con alcuni eventi significativi. Non è il caso di lamentarsi della brevità dell’esperienza in singolo, in quanto l’intensità dell’azione riesce a controbilanciare le ore di gioco senza ricorrere a inutili tempi morti o a lunghe scene di intermezzo. Per le modalità online, anche Gears of War sfrutta la piattaforma Live nata con Xbox ma, a differenza della console Microsoft, è possibile giocare sia in modalità competitiva sia cooperativa in maniera gratuita. Il pagamento dell’abbonamento mensile o annuale, però, permette al giocatore di usufruire del matchmaking, di invitare gli amici alla partita e così via. Sul DVD sono già incluse tutte le mappe multiplayer per Xbox 360, a cui si aggiungono una nuova modalità di gioco e l’editor di mappe, un’istituzione degli shooter su PC che non mancherà di incrementare la vita online di Gears of War. Il gioco in rete risulta ben fatto grazie alla meccanica di gioco che ben si adegua agli scontri fino a otto giocatori e alle varie mappe di gioco disponibili. E’ altamente consigliata la modalità in cooperazione, in quanto permette di godersi la campagna senza dover sottostare a qualche problema di intelligenza artificiale del proprio compagno di squadra.

A un anno dal lancio su Xbox 360, Gears of War mantiene inalterato il suo fascino, sebbene il panorama degli sparatutto su PC sia ormai popolato di titoli di grande qualità. Anzi, la contrapposizione con la complessità di alcuni titoli concorrenti evidenzia ancor maggiormente la funzione Gears of War, uno shooter sotto alcuni punti di vista “senza cervello”, ma dal coinvolgimento contagioso.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: ottima atmosfera; sistema di ricarica e di copertura avvincente; azione incessante; violento e “macho”
Replay Value: Buono. Modalità multiplayer avvincenti ed editor di mappe
Aspetti Negativi: narrazione poco fluida; lineare; di tanto in tanto i compagni sono un intralcio piùche un aiuto
In Sintesi: Marcus Fenix & Co. riescono nell’impresa anche su PC nonostante l’agguerrita concorrenza. A distanza di un anno, Gears of War rimane un punto di riferimento per gli sparatutto in terza persona e non grazie all’ottimo bilanciamento dell’azione

1 commento:

  1. C'è però un piccolo, piccolissimo, infinitesimale bug che ad un mese dall'acquisto non mi permette ancora di giocare a questo bellissimo gioco. Epic non doveva sporcare il proprio nome mischiandolo a quello di Microsoft. Il sistema Live ha gettato palate di fango su un titolo che non meritava uno scempio simile...
    http://gearsforums.epicgames.com/showthread.php?t=583531

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