domenica, novembre 23, 2008

Recensione/ Banjo-Kazooie: Viti e Bulloni

Non è un platform, bensì una serie di minigiochi e sfide incentrati sulla guida e sulla possibilità di creare i propri veicoli. Rare reinventa la serie dopo 10 anni di attesa con un risultato che farà discutere appassionati e non

Banjo-Kazooie: Viti e Bulloni
Sviluppatore: Rare Ltd.
Editore: Microsoft Game Studios
Distributore: Microsoft
Genere: Corse/Platform
Piattaforma: Xbox 360
Titoli correlati: Super Mario Galaxy (Wii); Banjo-Kazooie (Nintendo 64)

Going nuts
E’ svanita anche l’ultima speranza di un seguito a uno dei migliori platform game pubblicati a suo tempo per Nintendo 64. Con un colpo di coda, Rare ha messo l’orso Banjo e il volatile Kazooie a bordo di strampalati veicoli per sconfiggere nuovamente la strega Gruntilda. I sei mondi a disposizione - autoreferenziali, coloratissimi e dal dettaglio straordinario - fanno da sfondo a numerose sfide in cui utilizzare veicoli preimpostati o inventati di sana pianta. La creatività è l’obiettivo più ambizioso di Banjo-Kazooie, l’idea cardine che ha probabilmente spinto Rare a cambiare rotta e a rompere le aspettative degli appassionati. Ma nella prova su strada – è proprio il caso di dirlo – i protagonisti non sono a proprio agio a causa di alcune scelte discutibili.

Un gioco di guida che si rispetti, per quanto fantasioso e rocambolesco possa essere, non può fare a meno di un motore fisico e un sistema di collisioni ben congegnati. Ebbene, Banjo-Kazooie: Viti e Bulloni riesce a mettere in discussione questi due elementi nel senso più negativo del termine. Fermo restando che è possibile personalizzare i veicoli come meglio si crede (caratteristica che vedremo più avanti in dettaglio), durante la guida si ha la sensazione di essere senza massa, a causa della malsana frequenza con cui ci si ribalta e dell’incomprensibile comportamento in curva. Senza contare i testacoda, che caratterizzano qualunque manovra di inversione di marcia quando non si dosa l’acceleratore con il contagocce.

In Banjo-Kazooie il realismo è tenuto a debita distanza in tutto il gioco ed è davvero strano come il sistema di guida tenti di esserlo, con una precisione diabolica delle collisioni. Per esempio, nel mondo fatto di circuiti stampati denominato LogBox 720, si è a bordo di un quattroruote a forma di chip che ha la fortissima tendenza a incastrarsi in ogni spigolo o, ancor peggio, negli altri “dentini” dei veicoli concorrenti: ci si blocca, si è costretti a un testacoda et voilà, la gara è persa in partenza. Start, Ricomincia: sembra un ritornello che diviene la norma in Banjo-Kazooie se si vogliono ottenere tutti i trofei di velocità e sbloccare tutti i bonus. Alcuni fra i più blasonati titoli di guida hanno adottato sistemi di collisione meno frustranti e non capiamo come Rare non possa essere arrivata alla stessa conclusione.

Le fondamenta di Banjo-Kazooie sono minate, instabili e compromettono seriamente la riuscita di un titolo che ha davvero tantissimo da offrire in cambio di una gran dose di pazienza. A partire dal già citato sistema di personalizzazione dei veicoli, il cui limite è solo la fantasia del giocatore. Basta assemblare le diverse centinaia di pezzi a disposizione come si fa con i mattoncini LEGO, ricordandosi naturalmente di piazzare ruote, motore e carburante. Il resto è una questione di aereodinamicità, peso, equilibrio e sterzo. Per questo non è consigliabile piazzare le ruote sterzanti in mezzo al veicolo, oppure caricarne un solo lato con le armi. La varietà di parti è davvero impressionante e ci si trova presto a dotare i veicoli di palloncini o eliche per volare, cannoni, galleggianti per salpare e così via. Con l’aiuto della visuale angolabile e regolabile sui vari “strati” del veicolo, il posizionamento delle parti è più semplice di quanto visto in altri titoli (Kingdom Hearts su tutti) e un giro sul circuito di prova rivela immediatamente il comportamento su strada.

Nei sei mondi a disposizione architettati da L.O.G. (l’ironico signore di tutti i videogame), la mappa localizza le sfide ancora aperte: solitamente si tratta di missioni di trasporto di particolari oggetti, gare vere e proprie oppure di caccia al tesoro, tutto sotto il ticchettio dell’orologio che determina i premi conquistati. Come nella migliore tradizione di Banjo-Kazooie, ciascuna delle 131 gare completate garantisce un pezzo di puzzle e, stando nei tempi prestabiliti, un trofeo di velocità. Non fosse per la frustrazione che deriva dai difetti descritti in precedenza, la nuova creazione di Rare offrirebbe ore e ore di divertimento grazie alla buona varietà delle missioni e alla vastità dei mondi da esplorare. La città di Showdown Town funziona come un grande hub per accedere ai mondi di gioco veri e propri, ma già da sola è una delle più ampie mappe mai viste in un platform game.

E’ possibile esplorarla in lungo e in largo alla ricerca delle note musicali e per affrontare ulteriori minigame fra cui spicca un platform game 2D monotasto che ricorda l’epoca degli 8bit. Proprio in queste sezioni gli appassionati troveranno pane per i propri denti e si domanderanno come mai Rare non sia stata fedele all’origine della serie. Appiedato, infatti, Banjo si muove che è un piacere, salta e si arrampica come ai vecchi tempi, mentre Kazooie maneggia una speciale chiave inglese con cui attrarre gli oggetti e riporli sul proprio mezzo. E la brillante realizzazione tecnica è la ciliegina sulla torta, dolcissima grazie ai colori sgargianti, alla quantità e qualità di dettaglio in grado di disegnare con tantissima fantasia e umorismo. Ma il gusto torna amaro quando ci si trova incastrati in un dannato spigolo. Quando una semplice retromarcia ci spedisce in testacoda. Quando per l’ennesima volta si preme Start per ripetere la gara consci di non avere colpe.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: editor veicoli semplice ed efficace; mondi vasti, ottimamente realizzati e caratterizzati; gran dose di umorismo; buona varietà di gioco
Replay Value: ottimo. Modalità multiplayer ben riuscite e numerose sfide da portare a termine
Aspetti Negativi: fisica discutibile; collisioni fin troppo penalizzanti; pericolosamente irritante
In Sintesi: Piacevole, divertente, ma oltremondo frustrante. Banjo-Kazooie: Viti e Bulloni costruisce un’impalcatura impeccabile fatta di creatività, giocabilità e ironia le cui fondamenta sono però minate da un sistema di guida e collisioni davvero fuori luogo

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