lunedì, maggio 18, 2009

Recensione/ Dynasty Warriors: Gundam 2

Dalla Cina dei Tre Regni all'universo Sunrise, Koei riporta lo schema di gioco che ci accompagna da oltre un decennio con upgrade poco più che marginali. La saga di Gundam costituisce il set perfetto per scontri epici, ma riuscirà a sconfiggere la noia?

Dynasty Warriors: Gundam 2
Sviluppatore: Omega Force
Editore: Koei
Distributore: Halifax
Genere: Azione
Piattaforma: PlayStation 3 (disponibile per PlayStation 2 e Xbox 360)
Titoli correlati: Dynasty Warriors 6 (PlayStation 3); N3 (Xbox 360)

Svalvolati nello spazio

Dovendo dare un nome alla ripetitività, questo sarebbe Dinasty Warriors. Da ormai una decina d'anni e quasi 10 episodi (senza contare gli spin off e le edizioni Extreme) protrae una formula ripetitiva nel concetto, nell'esecuzione e nell'azione stessa su cui si basa. Dynasty Warriors: Gundam 2 non è da meno: perpetra in maniera quasi diabolica un divertimento che si fregia di decine di ore di gameplay, ma tutto uguale dall'inizio alla fine. A poco valgono le scelte "tattiche" che il giocatore è chiamato a fare nel tentativo di occupare i vari settori delle vaste mappe: si premono sempre gli stessi tasti per reiterare sempre la stessa combo, caricando l'indicatore per rilasciare la consueta super mossa. Dynasty Warriors: Gundam 2 è una sanguisuga che consuma il tempo del giocatore con incentivi minimi come potenziamenti, obiettivi multipli e scene animate tratte dall'universo del blasonato Mobile Suit.

Quel che è certo è che Koei sa come attrarre la schiera di appassionati dell'anime nipponico. Vi sono centinaia di missioni che narrano le vicende dei Gundam prodotti nell'ultimo trentennio, ciascuna delle quali si occupa di coprire un determinato aspetto della lunga saga dal punto di vista del pilota - e quindi del Mobile Suit - selezionato. La possibilità di raccogliere a fine missione i pezzi dei mech distrutti permette di personalizzare il proprio mezzo di combattimento e gli scontri con i boss intermedi sono cadenzati da riusciti quick time events per una migliore resa cinematografica. Ma, parliamoci chiaro, si tratta di piccoli aggiornamenti a una formula che lascia il tempo che trova, dove il contatore di distruzione sale esponenzialmente fra nemici quasi immobili in attesa del proprio destino. La superiorità numerica delle truppe avversarie dà solo la sensazione di una battaglia su larga scala, che si rivela in realtà uno scontro fra titani dalle pile scariche a testimonianza della scarsa materia grigia richiesta per avanzare.

Vedere centinaia di mech sullo schermo è di sicuro effetto, perchè tutto si può criticare di Dynasty Warriors: Gundam 2 fuorchè la ricchezza di dettaglio dei Mobile Suit e le efficaci scene d'intermezzo che faranno la felicità di chi porta la serie di Sunrise sul palmo di mano. Il motore grafico muove il tutto con estrema fluidità inchiodato sui 60 fotogrammi al secondo, ma il rovescio della medaglia risiede negli scenari oltremodo brulli e, manco a dirlo, ripetitivi. Alla stregua del cinepanettone, Dynasty Warriors gode di una nutrita schiera di affezionati disposti a spendere gran parte del proprio tempo immersi in frenetiche pressioni dei tasti: costoro troveranno sicuramente in Gundam 2 un titolo di altissimo profilo, consigliabile in virtù delle migliorie di gameplay rispetto all'episodio precedente - appagante il nuovo sistema di boost con cui concatenare gli attacchi -, dell'integrazione con l'universo di Gundam e delle modalità online multigiocatore cooperative e competitive. E' però lecito domandarsi se, dopo tutto questo tempo, non si tratti soltanto di divertimento ai limiti del masochismo.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: l'intero universo di Gundam; fluido con mech dettagliati; impatto iniziale d'effetto
Replay Value: buono. Modalità online e centinaia di missioni, sempre che la ripetitività non sia un problema
Aspetti Negativi: ripetitivo fin dalla prima missione; la formula è identica ai precedenti episodi; intelligenza artificiale nulla
In Sintesi:Dynasty Warriors: Gundam 2 ripete fino alla nausea il gameplay degli episodi precedenti per la sola felicità degli appassionati di un genere che mette la quantità ben al di sopra della qualità e, soprattutto, dell'innovazione

2 commenti:

  1. Io invece trovo masochistico spendere quasi 80 euro per giochi dalla difficoltà esagerata.
    Quando torno a casa la sera ho solo voglia di qualcuno che stia lì a prendere tra le gengive l'effetto della tensione che ho accumulato durante la giornata.
    Non ho bisogno di intelligenze artificiali super evolute, quando tutti i giorni mi devo confrontare con stupidità reali maledettamente coriacee.

    RispondiElimina
  2. Sono d'accordo, anche io voglio rilassarmi e preferisco un gioco che non mi crea grosse difficoltà nel procedere verso la vittoria. Ma per questo ci sono i livelli di difficoltà: quando non riesco ad andare avanti lo imposto su facile e supero il pezzo laborioso (se il gioco lo permette, ovvio).

    Il problema di Gundam non è tanto nel fatto che è semplice come difficoltà, ma come schema di gioco: sempre uguale e contro avversari in cui basta premere solo lo stesso tasto per tutto il tempo. Il gioco in sè -anzi- riesce pure a essere difficile, con sezioni a tempo e con boss multipli che attaccano tutti insieme. Il che fa irritare ancor di più, a mio avviso.

    Apprezzo molto di più giochi come Eat Lead che come Gundam.

    RispondiElimina