venerdì, maggio 15, 2009

Recensione/ Stormrise

Ricchi di propositi e buone idee, i creatori di Total War si cimentano in uno strategico non convenzionale che punta all'accessibilità del gameplay e al coinvolgimento in guerra del giocatore. Qualcosa, però, non è andato per il verso giusto.

Stormrise
Sviluppatore: The Creative Assembly
Editore: Sega
Distributore: Halifax
Genere: Strategia
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Halo Wars (Xbox 360); Command & Conquer 3 Tiberium Wars (PC, Xbox 360); Empire: Total War (PC)

Controllo Mentale

In guerra non vi è peggior nemico di un alleato inaffidabile. Il vero "nemico" di Stormrise non è una delle due fazioni contrapposte - entrambe impegnate a prevalere sull'altra per avvalersi di presunti diritti di sopravvivenza o di civiltà - bensì l'impossibilità di pianificare la propria strategia di gioco a causa di una serie di errori concettuali. Che per uno strategico in tempo reale significa fallire ancor prima di iniziare la missione. A che servono manciate di buone idee se a mala pena si riesce a parlare di giocabilità? Probabilmente solo a riempire il retro della confezione e il manuale di istruzioni, oppure a suscitare l'ennesima delusione per un capolavoro mancato. Stormrise ha l'aria dell'innovatore incompreso, le cui brillanti idee cartacee stridono con l'implementazione nel gameplay.

In Stormrise si vive la guerra in prima linea, con la telecamera in spalla all'unità controllata per una visuale d'impatto, quasi fosse un titolo d'azione tradizionale. La presenza del consueto mirino per impartire gli ordini di movimento ricorda che non si deve cercare lo scontro a tutti i costi, bensì pianificare le mosse sfruttando il territorio e le armate a disposizione. Città in rovina fanno da sfondo a una guerra multi-livello in cui unità volanti permettono di presidiare grattacieli e spazi aerei mentre la fanteria si occupa di farsi strada verso il nuovo obiettivo, magari passando da cunicoli nascosti o appostandosi prima di sferrare l'attacco finale. La costruzione di nuove basi è sostituita dal dominio dei nodi energetici sparsi sul territorio, indispensabili per richiamare maggiori unità, potenziarle e garantire risorse energetiche. La vicenda, raccontata in maniera eloquente dagli ottimi filmati (un po' meno dal mediocre doppiaggio italiano), tiene col fiato sospeso e non risparmia riflessioni sulla "giusta causa" del massacro di cui ci si rende protagonisti per la quindicina di ore della campagna in singolo.
Le buone premesse evidenti dalle prime battute del gioco finiscono in un nulla di fatto quando si entra nel vivo delle missioni. La visuale esclusivamente in terza persona e l'assenza di un'inquadratura generale del campo di gioco rendono davvero impossibile pianificare una strategia e, soprattutto, avere una visione d'insieme di quanto stia accadendo. A ben poco serve la mappa accessibile con il tasto Back, poichè anche in tal caso non è possibile orientarla a proprio piacimento nè, ancor peggio, recarsi nel punto selezionato. Non resta che spostarsi con il mirino, inspiegabilmente vincolato all'area visibile dalla truppa che costringe a impartire ordini multipli anche per aggirare un palazzo. Una delle caratteristiche più pubblicizzate - il "whip select" - permette di selezionare l'armata da controllare tramite lo stick analogico destro, sfruttando un sistema di puntamento a icone. Non c'è dubbio che si tratti di un sistema di spostamento velocissimo, ma non altrettanto preciso, soprattutto in presenza di truppe numerose. In tal caso, ci si trova frequentementemente catapultati sull'armata errata e, senza una visuale dall'alto e con la fastidiosa tendenza a cambiare l'inquadratura in base alla direzione della truppa, si rischia di perdere l'orientamento in men che non si dica.
La pianificazione strategica è in balia della confusione e quanto di buono caratterizza Stormrise si trasforma in un'esperienza di gioco insulsa, ulteriormente afflitta da incongruenze indegne degli sviluppatori di Total War. A partire dalla possibilità di accorpare soltanto tre unità per volta, passando per l'assenza degli indicatori di energia degli appartenenti ai singoli gruppi e per l'impossibilità di recarsi immediatamente nei luoghi in cui si stanno subendo danni. Come se non bastasse, l'intelligenza artificiale evidenzia enormi difficoltà ad aggirare gli ostacoli o a ingaggiare il nemico tenendosi a debita distanza: anzi, capita spesso di vedere le proprie truppe superare gli avversarsi non curanti dell'attacco. L'innovazione fine a se stessa raramente ha portato a buoni risultati e Stormrise è una prova lampante di quanto l'inadeguatezza strutturale possa affossare anche le migliori idee.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: unità differenti da controllare; azione su più livelli; premesse interessanti; vicenda intrigante
Replay Value: scarso. Modalità online con partecipazione immediata, ma sono davvero troppi i problemi con cui fare i conti
Aspetti Negativi: visuale scomoda e non personalizzabile; impossibile avere una visione d'insieme e pianificare una strategia; sistema di controllo tutt'altro che semplice; nel complesso confusionario; accorpamento delle armate poco pratico
In Sintesi: Stormrise fallisce miseramente nell'obiettivo di rinnovare il genere degli strategici in tempo reale. Anzi, la componente strategica è pressochè vanificata dalla maldestra implementazione delle idee

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