giovedì, giugno 25, 2009

Recensione/ Prototype

Una nuova infezione virale si scatena sull'ormai consueto panorama Newyorkese e Alex Mercer ne è direttamente coinvolto. Chi ha detto che essere infetti è sempre un male, se poi si possono spiccare salti chilometrici, sfoderare artigli e spade e mutare in chiunque si "consumi"? Basta non lamentarsi degli effetti collaterali.

Prototype
Sviluppatore: Radical Entertainment
Editore: Activision Blizzard
Distributore: Activision Blizzard
Genere: Azione
Piattaforma: PlayStation 3 (disponibile per PC e Xbox 360)
Titoli correlati: inFamous (PlayStation 3); Crackdown (Xbox 360); Spiderman 2 (PlayStation 2)

18 giorni dopo

18 giorni per capire cosa ha trasformato Alex Mercer in un mostro dai poteri inumani; 18 giorni per trovare il responsabile dell'infezione virale dell'intera New York, che si trasforma gradualmente in un inferno di carne morta; 18 giorni per comprendere se esiste una cura per arginare il problema, oppure se non resta altra soluzione che la distruzione della Grande Mela. Sono anche 18 giorni di onnipotenza, durante i quali non esiste né morale né rimorso pur di raggiungere il proprio obiettivo. Come un vampiro, Alex si nutre delle persone che impazzano per le strade assorbendone l'energia e prendendone le sembianze - mimetizzarsi nella folla è un buon escamotage per sfuggire all'esercito - senza ricevere alcuna penalità. Forse è l'atmosfera di delirio generale, oppure il comportamento "robotico" della folla: sta di fatto che l'uso spropositato della violenza non suscita sgomento nè riflessioni in Prototype. Il che lo rende oltremodo appagante nel suo essere sanguinolento a ogni costo, paradigmatico del fine che giustifica i mezzi.



L'azione è protagonista in ogni momento e Alex sfoggia poteri dagli effetti devastanti, potenziabili spendendo i punti esperienza generosamente elargiti durante i combattimenti. Straordinariamente agile, può correre sui muri, arrampicarsi e planare dai grattacieli con gran naturalezza, coadiuvato dal tasto R2 che permette di superare gli ostacoli minori in maniera automatica. Può sembrare riduttivo, ma di fatto semplifica le corse, permette di concentrarsi sui combattimenti e rende l'attraversamento della città più dinamico e cinematografico. Il virus che lo possiede gli conferisce artigli taglienti, una spada, mani pesanti come martelli e tentacoli, ciascuno dei quali è efficace contro particolari tipologie di nemici, biologici o meccanici che siano. Gli attacchi in successione danno origine a combo impressionanti, con la possibilità di dosarne la potenza (a discapito della velocità) tenendo premuto il tasto di attacco.

Le strade di New York divengono scenari di guerra che brulicano di persone in preda al panico, dove dominano esplosioni, fumo e una serie sconfinata di avversari di cui disfarsi, mostri, elicotteri e carri armati compresi. Ma a dominare l'azione è anche la confusione, insostenibile in taluni frangenti, che sovrappone la frustrazione all'entusiasmo distruttivo, contro cui nemmeno i super-poteri di Alex possono competere. La difficoltà non è elevata in generale, ma l'ostinazione e la costanza con cui Prototype mette a dura prova il giocatore - dalla pioggia di missili agli insopportabili "Cacciatori" mutanti - ha del diabolico. Da punto di forza a punto debole, l'azione sfrenata fornisce appagamento e disappunto allo stesso tempo.

Non che Alex non abbia le carte per sopravvivere a qualunque situazione. Oltre all'uso della forza bruta e dei potenti attacchi "distruttori", non sono rari i casi in cui deve agire furtivamente. Assorbire gli essere umani diviene una pratica che va oltre il semplice recupero dell'energia. Si acquisiscono le sembianze ma anche i ricordi che, come tasselli di un puzzle, compongono l'intricata vicenda che grava sulle spalle del protagonista. Il susseguirsi di flashback abilmente montati con frenetiche schegge di memoria riprende la cinematografia thriller e horror moderna, soprattutto grazie all'uso di fotogrammi statici corredati da disturbi video e audio che simulano disturbi mentali. Quel che manca è forse una migliore integrazione fra le missioni, le scene di intermezzo e la parte di esplorazione, talvolta incollate malamente.


Prototype offre un divertimento quasi viscerale da cui è difficile distogliere lo sguardo, supportato da colpi di scena formidabili centellinati durante la decina di ore che separano dalla verità. La noia trova poco spazio fra le missioni principali e secondarie, anche grazie alla gustosa combinazione di azione e furtività. E' un piacere infiltrarsi nelle basi militari e prendere il controllo dei mezzi da combattimento o, una volta acquisita l'abilità specifica, accusare un innocente di essere il portatore del virus, distogliendo l'attenzione dal proprio operato. Se i nemici non soffrissero di amnesia così frequentemente, la componente furtiva sarebbe davvero eccellente, ma anche ai livelli attuali garantisce una flessibilità ottimale nel gameplay, dando respiro dopo una lunga fuga a perdifiato da un capo all'altro della città.

E' ravvisabile una ripetitività latente negli obiettivi assegnati, ma l'azione non ne risente granchè e resta sempre su alti livelli. In particolare, side-quest come la ricerca e l'assorbimento di personaggi specifici per svelare la rete degli intrighi e i dettagli nascosti dell'intera situazione sfruttano a dovere le peculiarità di Alex, altrimenti coinvolto nelle solite sfide a tempo o di ricerca delle sfere nascoste ormai onnipresenti. Sono proprio le fasi di esplorazione a mettere a nudo qualche lacuna tecnica di Prototype, il cui orizzonte ampio si presenta spoglio di dettagli che appaiono con un effetto di dissolvenza a poche decine di metri. Sarebbe un titolo altrimenti eccellente non tanto per qualità dei singoli modelli poligonali, quanto per la superba messinscena di una New York sull'orlo del collasso. La visuale a medio e corto raggio può vantarsi di centinaia di personaggi su schermo, effetti particellari e un dettaglio grafico più che discreto, sotto l'occhio vigile del solido motore grafico. Doppiaggio in inglese di buona fattura e musiche d'atmosfera - alcune efficaci, altre meno - chiudono il sipario su un titolo tecnicamente più che piacevole.


Radical Entertainment ha colpito nel segno focalizzando l'attenzione sulla pura azione distruttiva e sull'accattivante anti-eroe. Sotto questo aspetto, Prototype è differente pur affidandosi a una struttura di gioco ormai inflazionata. Offre un divertimento genuino nella suo crudo nichilismo, quel genere di divertimento surreale che può anche permettersi di beffeggiare il moralismo. Riesce nell'intento di gettare il panico su un'intera città e, purtroppo, anche sul giocatore: questo è l'unica cosa che ci sentiamo davvero di rimproverargli.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: correre e arrampicarsi per New York è una favola; ottima narrazione a flashback; azione non-stop appagante; ampia scelta di poteri e abilità; camuffamenti e furtività
Replay Value: discreto. Molteplici missioni secondarie, ma la qualità non è sempre all'altezza
Aspetti Negativi: confusionario; nemici con la memoria corta; fenomeni di fade-in sorvolando la città; cut-scene e missioni non perfettamente integrate con la modalità libera
In Sintesi: Prototype colpisce per l'azione distruttiva e senza remore che rende il giocatore giudice insindacabile delle (finte) vite altrui, un essere onnipotente che soffre unicamente della confusione che scatena per le strade di New York

4 commenti:

  1. Non discuto la realizzazione tecnica o il fatto che il gioco sia bello o meno, ma premesse e trama sono una scopiazzatura spudorata e vergognosa di Arms di Kyoichi Nanatsuki e Ryoji Minagawa

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  2. Arms! Che ricordi, lo seguivo con passione, poi l'ho perso per strada quando i numeri hanno inziato a uscire un po' a singhiozzo.

    Hai giocato tutto Prototype? E' davvero così simile? Dovrei rileggere Arms...

    A me è venuto in mente più banalmente 28 giorni dopo per il tipo di ambientazione isterica.

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  3. In breve...
    In Arms una organizzazione segreta rapisce dei tizi e innesta loro delle nanomacchine viventi che combinano il loro DNA con quello dell'ospite (esattamente come un virus), trasformando il loro corpo e donando loro superpoteri e artigli minacciosi.
    Dopodiché lancia contro di loro una sequela infinita di cyborg e mutanti dalle varie fattezze e poteri.
    Lo scontro finale avviene a New York.
    Non siamo al plagio, ma poco ci manca

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  4. Non so se sia un plagio o meno, ma mi è piaciuta molto la trama di questo gioco. Nonostante la sua sana dose di hack'n'slash spaccatutto, è molto intrigante da giocare anche solo per vedere come evolve la storia. Una bella sorpresa 'sto Prototype!

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