martedì, luglio 28, 2009

Anteprima/ Halo 3: ODST – Truppe d’assalto orbitali

La battaglia sarà pur finita, ma l’universo di Halo si estende con un nuovo spin-off aggraziato da alcune novità di gameplay e una modalità multiplayer tutta nuova. Riuscirà a vivere di luce propria o verrà oscurato dalla beta multiplayer di Halo: Reach?

Halo 3: ODST – Truppe d’assalto orbitali
Sviluppatore: Bungie
Editore: Microsoft Game Studios
Distributore: Microsoft
Genere: Sparatutto/Azione
Piattaforma: Xbox 360

Brute e Cativ

Da progetto di contorno all’universo di Halo 3, ODST – Truppe d’assalto orbitali si è via via profilato come un gioco completo sotto tutti gli aspetti, con un’esperienza in singolo ben orchestrata e una modalità multiplayer cooperativa completamente nuova. Lars Bakken, senior designer di Bungie, ha introdotto così Halo 3: ODST alla stampa durante l’incontro tenutosi la scorsa settimama negli uffici di Microsoft Italia. Tenendo ben strette le solide basi della trilogia multimilionaria – le vendite mondiali superano le 25 milioni di copie – Halo 3: ODST racconta con un puzzle di punti di vista le operazioni nella città di New Mombasa da parte delle truppe orbitali d’assalto, prima che Master Chief mettesse la parola fine alla minaccia Covenant.


L’assenza di Master Chief ha aperto degli spiragli per condire la saga con qualche novità nel gameplay. I nuovi protagonisti sono “semplici” esseri umani e quindi si muovono più lentamente, raggiungono altezze inferiori (seppur considerevoli) in salto e, soprattutto, non possono rigenerare il proprio stato di salute una volta esaurito lo scudo protettivo. Dopo essere stato fra i primi franchise ad archiviarli, i pacchi medicali tornano nell’universo di Halo, dispensati dai siti controllati dall’intelligenza artificiale di New Mombasa.

Quest’ultima opera come un sovrintendente elettronico su tutta la città che fa da sfondo alla campagna single player. Oltre ad allestire centri di rifornimento e di supporto armato, può essere contattata tramite dei terminali per consultare la mappa, gli obiettivi e impostare le destinazioni per la missione. ODST devia dalla vecchia strada sul campo della struttura di gioco abbracciando uno schema libero dove la città è esplorabile fin dal principio.


Le truppe orbitali non saranno possenti come gli Spartan, eppure dispongono di qualche giocattolino esclusivo. Il fucile SMG è silenziato e torna la pistola simile a quella del primo episodio, entrambi con funzioni di zoom. Molto più importante è il visore che evidenzia i bordi dei nemici e degli oggetti interattivi per avere pieno controllo della situazione anche in ambienti bui. Pur non abbandonando drasticamente gli scontri aperti, Halo 3: ODST predilige un approccio ragionato che amicca allo stealth, un ulteriore punto differenziante rispetto al fratello maggiore.

Non si può parlare di differenze abissali, ma di piccole varianti che promettono un’esperienza di gioco diversificata pur rimanendo fedeli al mondo di Halo. Online la situazione è completamente diversa: palesemente ispirata alla modalità Orda di Gears of War 2, l’opzione Firefight permette a quattro giocatori di cooperare per respingere ondate di nemici consecutive sempre più forti. Il concetto è identico, ma l’implementazione di Bungie e il gameplay di Halo lo rendono drasticamente diverso.


Si combatte in mappe ben più ampie condividendo 7 vite extra e senza sosta fra le varie orde, che si susseguono fino all’infinito in sequenze di tre ondate da 5 round ciascuna. Niente punti di salvataggio nè checkpoint: come nei vecchi anni ’80 il game over significa dover ricominciare la difesa da capo. Lars ci ha garantito che i livelli di difficoltà, il mix casuale di nemici e gli effetti dei numerosi teschi terranno a bada la noia di partire sempre da zero. L’azione è intensa e, da quanto abbiamo verificato con la demo, difficilmente si ha la sensazione che l’intelligenza artificiale bari: i nemici non compaiono dal nulla, bensì vengono trasportati dalle apposite navette nelle aree scoperte della mappa.

Firefight sembra avere le carte in regola per divenire un classico, anche se siamo piuttosto scettici sull’effettiva funzionalità di mappe così ampie per il gioco cooperativo. Interrogato sull’argomento, Lars ha effettivamente ammesso che gli scenari più grandi stimolano un approccio individualista. Per rinforzare lo spirito di gruppo, Bungie ha incluso mappe di varie dimensioni e punti bonus per chi collabora con i compagni di squadra.


La completezza di Halo 3: ODST va oltre la campagna in singolo e la nuova modalità Firefight. In confezione vi sarà anche un un disco aggiuntivo con tutte le mappe multiplayer di Halo 3 e tre completamente nuove, oltre all’accesso alla beta multiplayer di Halo: Reach. Non resta che attendere il 22 settembre per mettere alla prova le truppe d’assalto orbitali e valutarne l’effettivo valore.

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