domenica, agosto 02, 2009

Recensione/ FUEL

14.400 Km quadrati per un titolo di corse off-road non sono proprio un affare di tutti i giorni. Asobo Studio stupisce nella quantità, riuscirà a fare altrettanto nel comparto qualitativo?

FUEL
Sviluppatore: Asobo Studio
Editore: Codemasters
Distributore: Leader
Genere: Corse
Piattaforma: Xbox 360(disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Burnout Paradise (PlayStation 3, Xbox 360); Smuggler's Run: Warzone (GameCube); Pure (PlayStation 3, Xbox 360); Motorstorm: Pacific Rift (PlayStation 3)

Oro nero

L'idea alla base di FUEL può essere assimilata a tanti altri titoli di corse "free roaming", ma è la tecnologia che fa battere il suo cuore che lo differenzia. Il motore grafico di Asobo Studio genera proceduralmente una mappa di oltre 14mila Km quadrati esplorabili in lungo e in largo senza alcun limite. Le strade sono solo un'opzione, in quanto la vera gara si corre fra le mille scorciatoie che si riescono a inventare, passando ora fra gli alberi, ora tagliando una curva o sopra una collina in barba al GPS che dice di tornare sui propri passi. Gli unici vincoli imposti sono i checkpoint e la propria voglia di esplorare.


Soprattutto la seconda è la chiave di volta per divertirsi con FUEL. Sebbene vi siano oltre 200 competizioni per gli amanti del gioco strutturato, gli avventurieri possono immergersi nel vero spirito partendo alla ricerca dei punti panoramici, di nuove sfide, di livree per personalizzare veicoli e piloti, o dei barili di FUEL, la moneta di scambio. Si viaggia per ore senza sosta, in quanto le distanze da coprire sono davvero gigantesche, talvolta anche troppo a causa dell'assenza di veri obiettivi da completare durante il tragitto. Quando si giunge a destinazione, oppure quando si raggiunge il picco che una decina di minuti prima si vedeva soltanto in lontananza, ecco che arriva la soddisfazione di aver compiuto qualcosa fuori dal comune.


Le variazioni climatiche - temporali, tornado, nebbia e neve compresi - ravvivano e differenziano l'ambientazione, allo stesso modo dell'alternarsi del giorno e della notte, particolarmente suggestivo grazie al mirabile uso delle tecniche di illuminazione e di ombreggiatura. Sotto il profilo grafico, infatti, FUEL si mantiene sempre su livelli molto alti, con una fluidità più che buona e una complessità delle ambientazioni ragguardevole. La tecnica procedurale genera chilometri e chilometri senza interruzioni e, nonostante gli elementi dello scenario vengano riutilizzati abbondantemente, il risultato finale ha dello sbalorditivo. Viene quasi da chiedersi se FUEL sia nato solo dopo aver messo a punto la tecnologia che lo muove.


Perchè la tecnica implementata non sempre è bilanciata da un altrettanto elevata cura dei dettagli. Per quanto immenso sia, il mondo di FUEL è completamente asettico e immobile e rischia di generare una fastidiosa sensazione di noia. La suddivisione della mappa in zone con relativi hub da cui avviare le competizioni aiuta a focalizzare i propri sforzi, che altrimenti si perderebbero nel dedalo di fili che compongono la mappa. Altrettanto scarsa è la minimappa su schermo, da cui è davvero difficile comprendere quale sia la strada migliore verso l'obiettivo, complice un GPS epilettico che cambia direzione inaspettatamente. La mole di dati - o la scarsa ottimizzazione - costringe inoltre a lunghi e numerosi caricamenti che precedono l'avvio delle gare o il rientro dopo un incidente rovinoso.

Ma l'ambizione in qualche modo paga e FUEL non manca di divertire con le sue gare a checkpoint, contro il tempo, a eliminazione oppure contro un elicottero, alla guida di veicoli così diversificati e bizzarri da trasformare di gara in gara l'esperienza di gioco in qualcosa di nuovo. Il controllo non è sempre eccellente, ma la combattiva intelligenza artificiale rende le competizioni emozionanti fino all'ultimo secondo. Alla stregua di Burnout Paradise è possibile coinvolgere altri giocatori anche in modalità free roaming, ma durante la prova le lobby si sono rivelate avare di partecipanti, rendendo pressochè inutile l'ottimo editor di circuiti che, proprio sfruttando le caratteristiche della mappa, avrebbe possibilità pressochè infinite.


Sia che ci si cimenti in gara, sia che ci si faccia trasportare dalla libertà di guida, FUEL lascia che il giocatore si concentri esclusivamente sul piacere della guida. Non vi è persino traccia di trick o di turbo: i primi, anzi, vengono eseguiti automaticamente in occasione di qualche salto, ma niente di più. E' quasi una questione viscerale fra la nuda terra e le ruote che la solcano e, nonostante a volte il contatto sia un po' grezzo, non v'è dubbio che la tecnologia alle spalle di FUEL getti le fondamenta per la continua evoluzione del genere.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: completa libertà in uno scenario immenso; ambientazioni varie; innumerevoli sfide; sole, pioggia, nebbia, neve e... tornado!, intelligenza artificiale di buon livello
Replay Value: ottimo. Modalità in singolo longeva e solida componente multiplayer... se solo ci fossero più giocatori online
Aspetti Negativi: caricamenti lunghi; incentivi all'esplorazione a volte lacunosi; potrebbe divenire noioso viaggiare in un paesaggio asettico; GPS poco affidabile; mappa poco utile
In Sintesi: l'obiettivo di FUEL è ambizioso e utopico: generare una mappa immensa e lasciare che il giocatore trovi il modo di divertirsi. Non fa sempre centro, ma si avvicina parecchio

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