sabato, settembre 19, 2009

Recensione/ A Vampire Story

Diretta da Bill Tiller, la cui fama risale ai tempi di Monkey Island, ecco una nuova avventura punta e clicca che rispolvera il genere con tanto humor e un pizzico di nostalgia

A Vampire Story
Sviluppatore: Autumn Moon Entertainment
Editore: Crimson Cow
Distributore: Multiplayer.it Edizioni
Genere: Avventura
Piattaforma: PC (disponibile per Mac)
Titoli correlati: The Curse of Monkey Island (PC); Sam & Max Season One/Two (PC, Wii)

Non mordermi sul collo

Quando le avventure di LucasArts dominavano il mercato, parlare di “punta e clicca” era all’ordine del giorno. Ai nostri tempi il genere è relegato in cantina quasi quanto gli shoot’em up, ma di tanto in tanto non manca qualche tentativo di riportarlo in auge. E’ il caso di A Vampire Story, scritto e diretto nientemeno che da Bill Tiller (The Curse of Monkey Island) e programmato da una schiera di artisti ex-LucasArts. Mouse alla mano, il giocatore dovrà liberare la cantante d’opera Mona De Laffite dalla prigionia del malefico e megalomane vampiro Shrowdy Von Kiefer.

Autumn Moon ha pescato a piene mani dalle esperienze passate, producendo un titolo accattivante fin dal principio. L’intera avventura è intrisa di humor, sarcasmo e riferimenti più disparati e i protagonisti Mona e Froderick – un pipistrello parlante – non mancano di intrattenere con scenette e dialoghi al limite dell’assurdo. Qualunque tentativo di interazione con gli elementi (predefiniti) del fondale o di combinazione degli oggetti dell’inventario genera un simpatico dialogo che renderà la risoluzione degli enigmi meno tediosa. Inoltre, la possibilità di mutare in pipistrello e, più avanti, di mordere gli umani, garantisce maggiore varietà all’avventura.

Ciononostante, i puzzle riescono comunque a suscitare qualche momento di frustrazione a causa dell’eccessiva complessità. Anzi, più che essere complessi, alcuni di essi sono così criptici da spingere verso fastidiosi tentativi alla cieca invece che al ragionamento. Tale situazione è ravvisabile soprattutto quando un particolare enigma richiede più di un oggetto, il che capita più spesso di quanto lo si desideri. Fortunatamente, sono assenti le ricerche minuziose dei pixel con cui interagire e, nel caso in cui non si sappia cosa fare, il tasto TAB evidenzia tutti gli oggetti utilizzabili sullo schermo.

L’interfaccia è ben disegnata, assegnando al tasto sinistro del mouse la completa gestione delle interazioni tramite un menù a croce, mentre al tasto destro è riservato l’accesso rapido all’inventario. A differenza del passato, Mona non si infila tutti gli oggetti in tasca: i più grandi vengono semplicemente annotati e prelevati solo quando se ne ha realmente bisogno per risolvere una situazione.

Realizzato completamente con illustrazioni bidimensionali sui cui si muovono i personaggi poligonali, A Vampire Story stupisce per la quantità di dettagli riposti nelle ambientazioni. Non vi sono effetti speciali di sorta, eppure il risultato finale è ben riuscito e non mancherà di suscitare qualche diatriba fra il buon vecchio 2D e il contemporaneo 3D. Peccato sia afflitto da numerosi caricamenti e da qualche bug grafico di troppo nonostante la patch scaricabile dalla rete. I componimenti musicali fanno il loro dovere e il doppiaggio in inglese è ben riuscito (ma la voce di Mona dà un po’ sui nervi), per un’avventura nel complesso ben realizzata.

Non fosse per i grattacapi creati da alcuni enigmi fin troppo oscuri, A Vampire Story si esaurirebbe nel giro di una manciata di ore o forse meno. E’ infatti solo il primo episodio di una trilogia, il cui finale lascerà sul filo del rasoio non si sa per quanto tempo ancora. Vale la pena provarlo, soprattutto per gli appassionati del genere o per i nostalgici, che troveranno un ponte verso il passato che, a conti fatti, riesce ancora ad essere attualissimo.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: fondali ben disegnati; personaggi carismatici; gag e riferimenti spassosi
Replay Value: scarso. Nulla che possa giustificare una seconda partita
Aspetti Negativi: brevissimo; puzzle spesso troppo criptici; qualche bug grafico, troppi caricamenti
In Sintesi: A Vampire Story è un’avventura punta e clicca in vecchio stile capace di intrattenere anche ai giorni nostri, non fosse per i puzzle a volte astrusi e una longevità scarsa

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