martedì, settembre 15, 2009

Recensione/ Wolfenstein

Torna uno dei titoli più rappresentativi degli albori degli shooter con qualche idea nuova e tante situazioni entrate ormai negli annali, in un titolo a base di nazisti che, in questo caso, rischiano di diventare pure appetitosi

Wolfenstein
Sviluppatore: Raven Software
Editore: Activision Blizzard
Distributore: Activision Blizzard
Genere: Sparatutto
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Call of Duty: World at War (PC, PlayStation 3, Xbox 360, Wii); Return to Castle Wolfenstein (Xbox); Battlefield 1943 (PC, PlayStation 3, Xbox 360)

Castello ululà

Gli esperimenti soprannaturali dei nazisti trovano ulteriore sfogo nella ricerca dell'amuleto di Thule, che dà origine al nuovo episodio della serie Wolfenstein. Seguito diretto di Return to Castle Wolfenstein del 2001, riprende la classica meccanica run-and-gun in cui i riflessi sostituiscono di forza il cervello. Fra i corridoi che compongono i numerosi livelli da attraversare durante la decina di ore di gioco, trovano spazio anche alcune novità che ravvivano una formula altrimenti già vista decine di altre volte.


L'uso dei cristalli raccolti nell'avventura permette al protagonista - l'immortale e immorale B.J Blazkowicz - di passare nella dimensione ultraterrena denominata il Velo, nella quale gode di diversi potenziamenti fra cui una sorta di visione notturna con tanto di nemici luminescenti, l'immancabile capacità di rallentare il tempo, ma anche scudi e rinnovata potenza. Poteri da scoprire col passare delle ore, in quanto Wolfenstein riesce a tenere vivo l'interesse offrendo sempre un nuovo gadget con cui divertirsi. Sebbene l'inizio sia rugginoso e scoraggiante, l'azione si fa sempre più piacevole e intensa, complici le armi da manuale potenziabili nel Mercato Nero.

Nel tentativo di aggiornare la formula con elementi non lineari, Raven Software ha dedicato un'intera parte della città di Isenstadt a hub presso cui rivedere l'arsenale, avviare missioni secondarie e darsi alla ricerca delle casse d'oro. L'illusione dura ben poco e quella che sarebbe potuta essere una buona porzione di avventura "sandbox" si rivela mal implementata e poco incentivante. Partendo dal fatto che le missioni secondarie offrono ben poche ricompense, infastidisce il respawn costante dei nemici nelle sezioni avanzate e la sensazione di trovarsi su un crocevia di livelli in cui si ripiomba inesorabilmente nella linearità. Il fatto è che la città di Isenstadt non offre nulla di più rispetto a quanto avrebbero potuto dare dei semplici menù di upgrade e di selezione delle missioni, il che lascia l'amaro in bocca data l'occasione sprecata.


Allo stesso modo, le tre modalità multiplayer - deathmatch, cattura la bandiera e a obiettivi - sulle otto mappe a disposizione cadono vittime della concorrenza a causa della scarsa varietà e dei problemi di latenza quasi onnipresenti. La possibilità di dividersi in classi potrebbe giovare a qualche sessione fra amici, ma la sola assenza di sistemi di aggregazione ormai standard rende i match multiplayer quasi antiquati. Un po' di povere è evidende anche nella realizzazione tecnica, a causa del motore grafico che tradisce le origini di qualche anno addietro con modelli poligonali poco dettagliati e animati poveramente. Tutti gli sforzi tecnici sono stati rivolti alle ambientazioni e agli effetti particellari, particolarmente ben riusciti nonostante i suddetti compromessi.

Ancora una volta siamo di fronte a un titolo che non eccelle in particolar modo sotto nessun aspetto, eppure fa del divertimento "nudo e crudo" la sua argomentazione vincente. In quanto a intrattenimento, Wolfenstein si difende bene in virtù di una giocabilità collaudata frutto di anni di esperienza. L'intelligenza artificiale sarà un facile bersaglio per chiunque abbia tirato qualche colpo in passato, ma in fondo è meglio un nazista morto di uno vivo... soprattutto se è un invasato di poteri occulti.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: potenziamenti vari; azione frenetica; un po' di esplorazione fra tanti corridoi
Replay Value: scarso. Modalità multiplayer poco appaganti
Aspetti Negativi: idee poco approfondite; tecnicamente datato; multiplayer deludente; avversari poco stimolanti
In Sintesi: Wolfenstein si lascia giocare grazie all'azione che migliora progressivamente, ma le innovazioni restano tutte sulla carta

1 commento:

  1. Peccato... per chi come me ha amato la serie Wolfenstein questo titolo lascia un pò di amaro in bocca. Vuoi per le forti aspettative, vuoi per le indubbie pecche.
    Piccola nota: è "Lupo ululà, castello ululì". :)

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