martedì, ottobre 13, 2009

Recensione/ Need for Speed: Shift

Electronic Arts muta geneticamente uno dei franchise di maggior successo con una sola parola chiave in testa: realismo

Need for Speed: Shift
Sviluppatore: Slightly Mad Studios
Editore: Electronic Arts
Distributore: Electronic Arts
Genere: Corse/Arcade
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC, PlayStation 3, PlayStation Portable)
Titoli correlati: Race Driver: GRID (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Need for Speed: Undercover (PC, PlayStation 3, Xbox 360, Wii); Project Gotham Racing 4 (Xbox 360)

Inversione di rotta

Che Need for Speed: Shift tenga fede al proprio nome è evidente fin dalle prime battute. Niente modelle, attori, luci stroboscopiche nè trame da telefilm. Questa volta ci si concentra sulle gare, sulle auto, sull’adrenalina di gareggiare in un circuito al limite delle proprie possibilità. In questo, Need for Speed: Shift è una vera e propria svolta rispetto al passato. Sebbene gli elementi ornamentali siano un lontano ricordo in favore di un approccio più serio al mondo delle corse, allo stesso tempo Shift mantiene lo spirito della saga quasi inalterato.

E’ bene mettere in chiaro fin da subito che Shift non è la versione simulativa di Need for Speed che in tanti hanno profetizzato. Non bastano una fisica meno fantasiosa e una prospettiva attenta alla realtà a celare un titolo dalle radici profondamente arcade. Perchè di questo si tratta, a dispetto di quanto lo stesso marketing vorrebbe far passare con i profili di guida “preciso” e “aggressivo”. A seconda del proprio stile si ricevono punti nell’una o nell’altra categoria, crescendo di livello man mano che si affrontano gare più impegnative. Quando alcuni obiettivi – o addirittura tutta una serie di eventi – sono esplicitamente dedicati alle derapate o agli scontri, l’apparente vena realistica perde di colpo credibilità. Solo dopo aver fatto i conti con il suo volto reale, si inizia ad apprezzare Shift fino in fondo come un competitor eccezionale per i titoli attualmente sul mercato e per quelli a venire.

L’esperienza di guida è emozionante a tal punto da divenire una sfida viscerale per conquistare il primo posto, da cui scaturisce un grandioso senso di realizzazione una volta tagliato il traguardo. Ogni gara è una nuova sfida, sia essa contro il tempo, un tete-a-tete o un evento costruttori e, fatta eccezione per le ignobili gare in derapata, offrono un livello di spettacolarità davvero invidiabile. Il tutto raccolto in un’esperienza audiovisiva impressionante per velocità, complessità poligonale, ricchezza di dettagli e coinvolgimento. Finalmente gli incidenti vengono riratti per quelli che sono, con violenti sconvolgimenti della telecamera che segue in ogni sobbalzo la vettura fuori controllo.


Peccato che spesso e volentieri gli incidenti sembrino accadere più per volontà divina che per reale responsabilità del giocatore. Complici l’agguerrita intelligenza artificiale - incline alle manovre sporche nella sua elogiabile e umana imprevedibilità - ma soprattutto il comportamento delle vetture eccessivamente nervoso che talvolta rende difficile perfino procedere in linea retta. Il parco auto, infatti, risulta pesantemente sbilanciato verso le vetture a trazione posteriore, che tutto consentono tranne che una competizione ligia alla traiettoria ideale.

Per quanto emozionante e accattivante sia, Need for Speed: Shift genera frustrazione a piene mani. Si riavvia la gara più spesso di quanto si desideri (per fortuna senza caricamenti), magari pochi metri dopo la partenza, solo per aver messo due ruote fuori posto o perchè gli avversari giocano agli autoscontri. E’ impegnativo – e questa è la maggior fonte di soddisfazione – ma frequentemente non perdona gli errori, gravi o meno che siano. Fortunatamente procedere nel gioco è molto più semplice, grazie all’accumulo di stelle che non si basano solo sul piazzamento sul podio.

Sarebbe un peccato non giocarlo fino in fondo, in quanto Shift presenta circuiti di fantasia eccellenti nel design che omaggiano in più punti i vecchi arcade SEGA, oltre che delle buone riproduzioni di tracciati reali. Il motore fisico si dimostra sufficientemente credibile, ma non mancano casi in cui si passa letteralmente sotto l’avversario o dove la massa dei veicoli risulta sproporzionatamente sbilanciata. Non mancano le opzioni di elaborazione fisica e di prestazioni, caratterizzate da un’ottima accessibilità in cui ciascun potenziamento ha effetti immediati in pista. Discreta la personalizzazione con livree a livelli, di certo non all’altezza di Forza Motorsport ma comunque godibile.


L’esperienza online è altrettanto convincente, a parte l’assenza di un sistema di veto per il tracciato scelto dall’host, e permette di accumulare denaro per acquistare e potenziare nuove vetture proprio come la modalità carriera. Senza ombra di dubbio, Shift riporta la serie Need for Speed nell’Olimpo dei migliori titoli di guida del momento, ma il grado di divertimento che scaturisce rischia di essere proporzionale alla pazienza e ai nervi saldi che richiede.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: sensazione di velocità ottima; sistema di elaborazione efficace; esperienza di gioco adrenalinica; intelligenza artificiale imprevedibile; realizzazione tecnica eccezionale
Replay Value: ottimo. Longevo in singolo e divertentissimo in multiplayer
Aspetti Negativi: spesso frustrante; parco auto dominato da bolidi con trazione posteriore; frequenti sportellate con gli avversari; comportamento delle auto molto nervoso
In Sintesi: Need for Speed: Shift manca di poco l’eccellenza a causa di una certa tendenza a prediligere la frustrazione e l’ossessione per la vittoria invece della gioia della guida

Nessun commento:

Posta un commento