lunedì, novembre 09, 2009

Recensione/ DJ Hero

Dopo Guitar Hero, Activision lancia un nuovo rhythm’ game che butta sulla scena amanti di musica dance e hip-hop a suon di scratch e mix, per una festa ai massimi livelli

DJ Hero
Sviluppatore: FreeStyleGames
Editore: Activision Blizzard
Distributore: Activision Blizzard
Genere: Rhythm’ game
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 2, PlayStation 3, Wii)
Titoli correlati: Amplitude (PlayStation 2); Guitar Hero 5 (PlayStation 2, PlayStation 3, Xbox 360, Wii)

Pimp behind the wheel

Piatti, mixer ed effetti alla mano, il DJ è la divinità della cultura disco e hip-hop, una fonderia creativa che trasforma la musica di cui si nutre con scratch e crossfade. Elementi in larga parte riscontrabili in DJ Hero, figlio della generazione Guitar Hero e dell’estro di FreeStyleGames. Lasciata da parte la chitarra – utilizzabile comunque in una manciata di brani in modalità co-op – entra in scena una nuova periferica wireless che sintetizza gli strumenti del DJ.


Vi è un piatto a corsa infinita, morbido da ruotare e dal bilanciamento perfetto, e un mixer su cui sono alloggiati la leva del crossfade, un potenziometro per gli effetti e il tasto per l’Euforia, l’equivalente dello Star Power. I mancini possono invertire i due moduli, che si rivelano subito ergonomici, solidi e ben assemblati, dalla dimensione ottimale per stare comodamente sulle ginocchia o su un tavolo. Un vano dedicato nasconde invece la croce direzionale, i tasti frontali del pad e la connessione per la cuffia auricolare. La meccanica di gioco attinge gli elementi chiave da Guitar Hero, apportando numerose novità che lo rendono stiloso e fresco.


Il disco sullo schermo è solcato da tre bande che rappresentano altrettante tracce. A destra e a sinistra vi sono i due dischi da mixare, mentre al centro si trova la traccia degli effetti audio. Premere a tempo i tre tasti disposti sul piatto per attivare le tracce è ancora la componente principale del gioco, a cui si aggiungono l’uso del crossfade per escludere l’uno o l’altro disco e il caratteristico scratch, prodotto con brevi movimenti avanti e indietro del piatto. Se fino al livello medio l’uso della leva crossfade è ragionevolmente semplice, con l’aumentare della difficoltà le sessioni di gioco si rivelano ben più frenetiche: in questi frangenti il crossfade potrebbe creare qualche problema a causa della corsa troppo lunga e della posizione centrale poco marcata che provoca cambi involontari di traccia. Ci si fa la mano dopo poche ore, ma qualche accorgimento in più avrebbe sopperito facilmente a questa mancanza.


Gli scratch si distinguono – sempre a seconda della difficoltà scelta – in continui e direzionali e conferiscono all’azione il tocco distintivo. Come tutto il resto del gioco, però, sono vincolati alla traccia registrata dal DJ e, quindi, senza alcuna possibilità di personalizzazione sfruttando rotazioni più o meno veloci o frequenti. Gli unici aspetti su cui poter agire liberamente, ma sempre negli ambiti predefiniti della traccia, sono il potenziometro degli effetti (una sorta di leva del vibrato che regola l’equalizzazione delle tracce) e l’uso dei campioni vocali (imperdibili quelli di Flavor Flav). La funzione Rewind, infine, permette di ripetere parte del brano girando il piatto al contrario.

Il risultato è eccellente, per un titolo che si lascia giocare con estrema semplicità senza divenire banale o scontato. Ma proprio quando si desidera uscire dal seminato, DJ Hero mostra le sue debolezze. Mentre Guitar Hero richiama un attendibile pentagramma digitale, DJ Hero precuoce sullo schermo le azioni sui piatti, imprigionando la creatività che dovrebbe essere caratteristica vitale di un DJ. Che manchi completamente una vera modalità freestyle – con piena libertà di mixare tracce e scratchare a proprio gusto – è il maggior limite del titolo FreeStyleGames, a cui ci sentiamo di rimproverare anche una certa porterà di opzioni rispetto al compare con le corde. Gli anni di esperienza di Neversoft avrebbero trovato qui ampio spazio di applicazione.


La combinazione degli elementi chiave costituisce comunque una solida base per interpretare i 93 mix della track list di DJ Hero. I nomi altisonanti si sprecano, con mix originali di Grandmaster Flash, DJ Shadow, DJ Jazzy Jeff e molti altri che offrono un trattamento particolare alle 102 esibizioni di Daft Punk, Eminem, ma anche Jay-Z, Queen e Marvin Gaye. Dance, hip-hop, pop e rock si mischiano in una colonna sonora per tutti i gusti, anche se con gli inevitabili alti e bassi a seconda del genere prediletto. Le tracce sono organizzate per DJ o per argomento e, purtroppo, si devono sbloccare accumulando stelle, rendendo la modalità Party meno intrigante, almeno finché non si accede ai brani migliori.


DJ Hero conta su un’esperienza in singolo articolata ma pecca di avarizia in multiplayer, dove è possibile sfidare un altro DJ solo ai punti, senza rewind, assoli, né altre varianti. Altrettanto scarno è il co-op che si trova relegato a pochissime canzoni in cui coinvolgere anche una chitarra. Non manca invece il marketplace da cui scaricare nuovi mix: il costo però è particolarmente elevato – due tracce al prezzo di 480 MS Points o 5,99 Euro su PlayStation Network – soprattutto se paragonato a Guitar Hero (pare a causa dei doppi diritti da pagare e del lavoro aggiuntivo di mixaggio).

In definitiva, DJ Hero vi farà sentire dei veri DJ? Solo in parte, ma sicuramente regala divertimento in dosi massicce e tante teste che si muovono a ritmo di musica che gli valgono la promozione a pieni voti.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: selezione musicale per tutti i gusti; periferica solida e ben costruita; gameplay innovativo e accattivante
Replay Value: buono. Darà filo da torcere nei livelli di difficoltà avanzati
Aspetti Negativi: tracce predefinite con scarsissima possibilità di creare; multiplayer scarno; costo elevato dei contenuti scaricabili
In Sintesi: DJ Hero rielabora con successo il concept originale e lo mette al servizio di piatto e mixer. Innovativo e divertente, intrattiene a dovere anche se l’anima del DJ risulta un po’ snaturata

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