venerdì, novembre 06, 2009

Recensione/ Tekken 6

In circolazione nelle sale giochi da un paio d’anni, finalmente Tekken 6 giunge nei salotti di casa nostra con una nuova modalità single player e le opzioni online. Chi sarà il nuovo re del pugno di ferro?

Tekken 6
Sviluppatore: Namco Bandai Games
Editore: Namco Bandai Games
Distributore: Bandai Namco Partners Europe
Genere: Picchiaduro
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 3)
Titoli correlati: Tekken 3 (PsOne); Virtua Fighter 5 (PlayStation 3, Xbox 360); Street Fighter IV (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Soul Calibur IV (PlayStation 3, Xbox 360)

Teknico

Tekken 6 calza alla perfezione le mani degli appassionati che hanno portato il picchiaduro Namco ai vertici negli ultimi 15 anni. Come un vestito su misura, è immediatamente comodo, con un lavoro sartoriale volto più al perfezionamento che non alla estro creativo. Anzi, è stato posto un occhio di riguardo al gusto classico. E’ così che la meccanica di gioco improntata su lunghe combinazioni di colpi risulta più vicina al terzo capitolo che non al quinto.


Il tempo non si è fermato al 1996 e pur senza stravolgere gli schemi, si affacciano alcune timide novità. Arene multilivello più contenute fanno da sfondo ai nuovi incontri, ma raramente influiscono sul gameplay e ancor più raramente fanno la differenza nell’impostare le proprie strategie. Al fianco di lottatori che si comportano esattamente come in passato vi sono alcuni stili di combattimento rivisti e corretti, anche se, in fondo, si tratta di memorizzare una nuova stringa di tasti per avere ragione del proprio avversario. Combo che diventano ancora più pericolose grazie alla possibilità di far rimbalzare il malcapitato sul terreno per sfogare la propria ira anche in aria – una tecnica denominata “giocoliere”.


Quando si è in balia di un giocoliere esperto, l’esperienza di gioco può divenire snervante e il pericolo di trasformarsi in carne da macello è ancor più marcato. Non è mai stato facile da digerire per i “button mashers” nonostante personaggi come Eddie e la sua capoeira da voltastomaco: Tekken 6 non è da meno, con contromosse, prese e le suddette combo devastanti che premiano i combattenti tecnici. Le sorti di un match potrebbero comunque ribaltarsi grazie a un’altra novità, la “rabbia”, che si attiva in fin di vita rendendo i propri colpi più potenti.


La rosa di personaggi è la più ampia di sempre, con 40 lottatori di cui ben sei nuovi di zecca. Solo alcuni di essi sono assimilabili, a garanzia di una varietà di stili encomiabile che da sempre ha caratterizzato l’offerta di Namco. Fra i nuovi volti – 3 per entrambi i sessi – spiccano Alisa, una ragazza robot dalla testa esplosiva, Bob, americano in sovrappeso ma veloce e Lars, leader della Tekken Force in cerca della propria identità. Tornano invece l’orso Kuma e il canguro Roger Jr. a dare un tocco di goliardia ai combattimenti, mentre il match finale è affidato al solito demone dai poteri sbilanciati.


Ricco di opzioni di gioco in singolo, fra cui la possibilità di utilizzare i ghost di match precedenti, Tekken 6 sfoggia anche una modalità di gioco online completa di tutte le funzioni desiderabili, a cui manca l’affidabilità delle infrastrutture. Non è raro imbattersi in scontri con problemi di latenza che, data la velocità dell’azione, penalizza il risultato e la generale esperienza di gioco. Mentre scriviamo, Namco ha annunciato di essere al lavoro sul problema, quindi attendiamo una patch quanto prima.


Sempre al single player (l’estensione al co-op online arriverà quest’inverno) è riservata la modalità Campagna, che adatta lo stile di gioco ai picchiaduro a scorrimento. Nonostante la cura, evidente dalle numerose e lunghissime scene di intermezzo che delineano però una vicenda del tutto trascurabile, tale modalità è blanda quanto in passato e fallisce nuovamente l’obiettivo di creare un gioco quasi alternativo agli incontri tradizionali. Il sistema di controllo è poco intuitivo, la manovrabilità del personaggio vincolata alle otto direzioni principali e la folla di nemici piuttosto generica. Peccato, perché la Campagna è l’unica modalità che permette di sbloccare i finali di tutti i personaggi partecipando all’Arena e la fonte principale di denaro per personalizzare pettinatura e vestiti dei combattenti.


Sotto il profilo tecnico il nuovo lavoro Namco è ben realizzato ma non impressiona, a causa delle numerose scalettature e degli scenari poco definiti. Dal canto suo, però, giova di modelli poligonali con animazioni raffinate dall’eccellente uso del motion blur. Ciò che importa, però, è che la base di Tekken sia ancora intatta. In definitiva Tekken 6 è ancora Tekken, con i suoi punti di forza e le sue debolezze (permangono gli effetti di luce che sembrano mascherare una collisione discutibile dei colpi), l’oggetto di culto di milioni di giocatori in tutto il mondo che troveranno ancora una volta proprio quel che stavano cercando.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: 40 personaggi di cui 6 nuovi; tecnico come sempre; spirito originale intatto; buon bilanciamento fra i personaggi; animazioni fluidissime grazie al motion blur
Replay Value: buono. Modalità VS online ed offline eterna (a patto che la patch arrivi presto)
Aspetti Negativi: arene multilivello poco interattive; modalità Campagna trascurabile; lag frequente online;
In Sintesi: Tekken 6 mantiene intatto il proprio cuore che batte al ritmo di lunghe combo e prese nonostante i timidi tentativi di ravvivare la meccanica di gioco. Non conquisterà nuovi adepti, ma soddisferà gli appassionati

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