giovedì, dicembre 10, 2009

Recensione/ Ghostbusters il Videogioco

Peter Venkman, Egon Spengler, Ray Stantz e Winston Zeddemore tornano sulla scena per salvare Manhattan da spiriti, spiritelli e fantasmi in compagnia di una nuova recluta e con tanta voglia di fare danni

Ghostbusters il Videogioco
Sviluppatore: Terminal Reality
Editore: Atari
Distributore: Namco Bandai Partners
Genere: azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC, PlayStation 3, Wii, Nintendo DS e PlayStation Portable)
Titoli correlati: Batman: Arkham Asylum (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Gears of War (Xbox 360); Uncharted 2: il Covo dei Ladri (PlayStation 3)

Serve un ombrello

Indossare uno zaino protonico è un invito alquanto allettante. Al 25esimo anniversario i quattro Acchiappafantasmi sono di nuovo sullo schermo, in forma di poligoni e pixel, ma non hanno perso lo smalto. La sceneggiatura originale nata dalla penna di Aykroyd e Ramis ferma il tempo al 2001 - due anni dopo Ghostbusters II - e inscena una nuova invasione di fantasmi in concomitanza con una mostra su Gozer. Gli esperti del paranormale dovranno vedersela con alcune delle vecchie conoscenze e chiudere il mandala che unisce la dimensione terrestre a quella dell'aldilà. Per l'occasione si interpreta una nuova recluta senza nome né voce che valga la pena di sentire: tutto per lasciare libero sfogo al quartetto originale di condurre lo show fatto di gag, battute non-stop e un chiacchiericcio di fondo da ascoltare parola per parola. Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis & co. danno il meglio anche nella nuova forma digitale, a garanzia di un'esperienza da Acchiappafantasmi autentica.


Per gli appassionati, c'è davvero poco da dire: Ghostbusters il Videogioco è la digitalizzazione di un sogno ricorrente in cui fare danni con lo zaino protonico porta anche alla conquista di qualche achievement, oltre che una sensazione di impagabile onnipotenza. La cura con cui Terminal Reality ha tradotto in pixel la visione degli autori traspira da ogni situazione, dalla minuziosa aderenza della veste grafica alla splendida meccanica di cattura dei fantasmi. Un lavoro da appassionati per gli appassionati che non solo è riuscito a intrappolare il feeling delle due pellicole in maniera eccellente, ma ne ha tratto anche un buon gioco con cui tutti possono divertirsi.


Gran parte dell'avventura rivisita luoghi e situazioni familiari come il museo, la biblioteca o l'hotel Sedgewick, dove troviamo nuovamente Slimer, il fantasma della bibliotecaria o ancora la mascotte degli gnocchi di licheni. Ma la vicenda e la narrazione rendono il tutto una novità da sperimentare fino in fondo, sapientemente dosata di ritmo, suspance e colpi di scena, sempre intrisa di grande umorismo. Insieme allo zaino protonico, il rivelatore di energia psico-cinetica (PKE meter in inglese) è uno strumento indispensabile per individuare fantasmi o collezionabili nascosti durante il vagabondaggio per i lunghi livelli. Ben disegnati, vari e raramente ridondanti seppur eccessivamente lineari, le ambientazioni di gioco permettono di fare buon uso dell'attrezzatura da Acchiappafantasmi, anche grazie alla bontà del motore fisico e alla possibilità di distruggere arredamenti e oggetti di vario genere.


La meccanica di gioco trova l'ideale collocazione anche online, dove è possibile cooperare con altri quattro giocatori in una fornita serie di missioni multiplayer, che comprendono la semplice cattura di fantasmi secondo orde di difficoltà crescente, la protezione di avamposti anti-fantasma oppure la sopravvivenza. La varietà di opzioni è considerevole e la presenza di un sistema di avanzamento di livello del personaggio rende la componente multigiocatore profonda e articolata, con un discreto livello di personalizzazione. Purtroppo diversi obiettivi sono regolati da un timer, che sminuisce la tensione durante il gioco. La comunità online è tutt'ora piuttosto popolata, segnaliamo però la predominanza di giocatori oltreoceano che accentua la latenza di alcune sessioni.


E' pur vero che alcune funzioni aggiuntive dello zaino protonico e i fastidiosi nemici corporei riportano l'esperienza di gioco sul piano dei comuni shooter in terza persona, ma è la combinazione di tutti gli elementi a dare a Ghostbusters quella marcia in più per essere davvero unico. Bisogna fare i conti con dei difetti qua e là, fra cui spiccano un'intelligenza artificiale dei compagni in single player che passa dal brillante al patetico - soprattutto quando si è a terra bisognosi di aiuto - e qualche compromesso di troppo in termini di fluidità del motore grafico, messo sotto stress dai numerosi effetti speciali. Ciò non toglie a Ghostbusters il Videogioco il merito di catturare brillantemente lo spirito degli Acchiappafantasmi e, soprattutto, di renderlo giocabile, con l'ingenuità e l'entusiasmo tipici dei film a cui si ispira.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: nuova storia con gli attori originali; atmosfera Ghostbusters eccellente; gameplay vario; spassoso
Replay Value: buono. Tante modalità co-op online, non tutte accattivanti
Aspetti Negativi: motore grafico spesso sotto sforzo; molto lineare; intelligenza artificiale zoppicante
In Sintesi: Ghostbusters il Videogioco è un sogno divenuto realtà: indossare lo zaino protonico e far parte del mitico quartetto è un piacere che nessuno dovrebbe sottovalutare

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