venerdì, gennaio 22, 2010

Recensione/ Dark Void

La superbia della razza umana sta per fare i conti con chi da secoli ne decide il destino da una dimensione parallela. Da pilota esperto, Will si ritrova nei panni dell'eroe improvvisato a cui spetta il compito di porre fine alla conquista aliena

Dark Void
Sviluppatore: Airtight Studios
Editore: Capcom
Distributore: Halifax
Genere: Sparatutto/Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Gears of War 2 (Xbox 360); The Rocketeer (PC); Uncharted II: il Covo dei Ladri (PlayStation 3)

Un razzo nello zaino

Nel panorama degli sparatutto in terza persona, Dark Void racconta qualcosa di nuovo. La vicenda è ambientata in una dimensione parallela, ma anche il gameplay gode di una dimensione in più: quella verticale. Il jetpack ancorato sulle spalle di Will – improvvisato condottiero della fuga dal pianeta degli alieni dopo un naufragio nel Triangolo delle Bermuda – permette di librarsi in volo aggiungendo una nuova dinamica agli scontri. E’ quasi il marchio di fabbrica di Airtight Studios, i cui membri provengono dal team responsabile di Crimson Skies per Xbox.


La miscela fra sparatutto con tanto di coperture a là Gears of War, volo libero e combattimenti aerei apre la strada per strategie di gioco inedite sfruttando una nuova visione d’insieme. Il jetpack è utile per fuggire dalle situazioni incontrollabili o per catapultarsi alle spalle degli alieni, ma anche per trovare rifugio su un’altura e vestire i panni di un cecchino. Laddove previsto, le ambientazioni offrono ampio spazio per le manovre aeree, ma anche anfratti da esplorare per recuperare munizioni o per impossessarsi di torrette nemiche. Con semplici quick time events ci si può impadronire delle navette ostili o di quelle alleate, garantendo un controllo totale dello spazio.

In volo, Will sembra la personificazione dei velivoli di Crimson Skies, con tanto di telecamera fissa sull’obiettivo per orientarsi al meglio. Senza carburante da tenere sott’occhio, il giocatore è spronato a usare il jetpack spesso e volentieri: oltre a essere utile è anche appagante grazie alle animazioni stilose – è possibile effettuare rotazioni di 180° e lasciarsi cadere nel vuoto, per esempio – e ai controlli precisi che garantiscono velocità e agilità. La verticalità dei combattimenti è ulteriormente arricchita con abilità di appendersi alle sporgenze mentre si scala una parete e di usarle come riparo.

In assenza del fido jetpack - situazione che capita più frequentemente di quanto si desideri - purtroppo Dark Void non è altrettanto brillante e incespica in un gameplay poco approfondito e nell'intelligenza artificiale dei robotici avversari piuttosto basica. La linearità dei molteplici livelli su due piedi è smorzata da aree piuttosto vaste e ricche di ripari, anche se è sconfortante notare che non tutti gli elementi dello scenario sono utilizzabili come copertura e che il combattimento verticale è relegato a sezioni ben precise. Nonostante fra un volo e una sparatoria Dark Void provi a infondere maggior varietà all'azione, commette il grave errore di diluire le missioni in un susseguirsi di situazioni analoghe in cui, soprattutto nel terzo atto, si assiste a ripetuti déjà vu. Tale sensazione è ulteriormente evidenziata dalle sequenze di quick time events, sempre uguali nella meccanica e nelle animazioni.


Dark Void punta tutto sull’esperienza in single player, la cui longevità oscilla fra le otto e le dieci ore di gioco. In assenza di componenti multiplayer o co-op, Airtight Studios ha incluso una serie di collezionabili che approfondiscono la vicenda e che permettono di potenziare armi e jetpack. Vi sono tre livelli di upgrade e sarà necessario rigiocare i livelli più volte per massimizzare il proprio arsenale al completo. Dal punto di vista tecnico, Dark Void si presenta piuttosto bene, fatta eccezione per una qualità delle texture non sempre all’altezza della situazione e per una certa legnosità nelle animazioni.

Il lavoro di Airtight Studios è una miscela di generi intrigante ma che in definitiva non convince pienamente. Da un lato le sezioni in volo danno prova del savoir faire degli sviluppatori e del riuscito dinamismo dell'azione, dall'altra fanno rimpiangere di essere appiedati così spesso in balia di uno shooter sui generis.
Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: combattimenti verticali; uso del jetpack ben riuscito; azione dinamica; giocabile e frenetico
Replay Value: scarso. Una volta completato, difficilmente si rigioca
Aspetti Negativi: coperture limitate a oggetti ben precisi; intelligenza artificiale poco reattiva; ampio riutilizzo di situazioni all'interno dello stesso livello; ripetitivo e poco profondo nelle sezioni a piedi
In Sintesi: Dark Void offre un divertimento incostante a causa delle numerose sezioni a piedi che risultano ben poco sviluppate in confronto con la dinamicità e soddisfazione dei livelli in cui il jetpack la fa da padrone

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