venerdì, febbraio 12, 2010

Recensione/ MAG

La guerra è spesso fatta di numeri, tanto più alti quanto più è su vasta scala. Investimenti, eserciti, decessi, giorni, tutto si traduce in numeri. Anche alla base di MAG c'è un numero, mai visto prima: 256

MAG
Sviluppatore: Zipper Interactive
Editore: Sony Computer Entertainment Europe
Distributore: Sony Computer Entertainment Italia
Genere: Sparatutto
Piattaforma: PlayStation 3
Titoli correlati: Call of Duty: Modern Warfare 2 (PC, PlayStation 3, Xbox 360), Battlefield: Bad Company (PlayStation 3, Xbox 360), Operation Flashpoint: Dragon Rising (PC, PlayStation 3, Xbox 360); SOCOM: Confrontation (PlayStation 3)

Tutti per uno

Sparatutto puramente online, MAG si defila dai canoni del genere per creare un'esperienza bellica differente. Non tanto per via degli alti numeri - 256 giocatori divisi in due fazioni che combattono contemporaneamente sulla mappa - quanto per la struttura di gioco cooperativa attorno alla quale è basato tutto il gameplay. Con un sistema di squadre di otto giocatori, raggruppate in plotoni a loro volta facenti parte di un esercito, il conflitto fra le tre multinazionali belliche del futuro ritratto in MAG acquisisce una dimensione tutta nuova, in cui coordinamento, dedizione e comunicazione sono più importanti di quante pallottole si hanno nel caricatore. Il che significa che non si vedrà mai il campo di guerra brulicare di soldati, in quanto le mappe sono gestite su diversi fronti pattugliati da una singola squadra. Raggiunto il 15esimo livello di esperienza, il concetto di MAG prende il volo, in quanto si ha la possibilità di impersonare il leader della squadra, con il compito di assegnare gli obiettivi strategici alla buona riuscita della missione.


La cooperazione è un'arma a doppio taglio, in quanto tutt'ora si incorre in sessioni in cui parecchi lupi solitari vanno in cerca della gloria personale, incuranti del gruppo. Giocato alla stregua di Call of Duty, MAG perde completamente ragion d'essere, a causa delle limitazioni tecniche, per la mancanza di un flusso di adrenalina continuo o, ancora, per via delle mappe sì ampie ma non troppo varie. Per instillare nei giocatori il concetto di "noi invece di io", Zipper Interactive privilegia i soldati dediti agli obiettivi con maggiori punti esperienza, una soluzione intelligente ma che deve essere ancora ben assimilata dalla community. Probabilmente parte della confusione e dell'individualismo è dovuto alla scarsa diffusione degli auricolari fra il pubblico di PlayStation 3, ma anche all'incapacità di MAG di spiegare le regole del gioco.


L'esperienza iniziale di MAG è assimilabile a una carneficina che ricorda l'invio dei contadini nelle grandi guerre. Manca infatti un vero e proprio campo di addestramento in cui comprendere che MAG non è uno shooter comune. Il tutorial iniziale è estremamente minimalista, dopodichè si viene lanciati in una serie di missioni di test con meno giocatori finchè non si raggiunge un livello sufficiente per accedere alla famigerata modalità Dominazione da 256 combattenti. Niente spiegazioni vocali, nè testuali, nè un adeguato approfondimento sul manuale. Solo l'identificazione dell'obiettivo e l'ordine di conquistarlo: il "come" è tutto sulle spalle del giocatore e della frustrazione che ne consegue. Se a questo si unisce anche un comandante disinteressato al gioco di gruppo, appare evidente di quanto aulico ma fragile sia la ragion d'essere del lavoro di Zipper Interactive.


MAG è un progetto ambizioso che ha delle rosee prospettive di fornire un'esperienza fuori dal comune in futuro, quando la community inizierà a lavorare secondo le sue regole e non quelle degli sparatutto multimilionari in circolazione. Allo stato attuale, non è certo un titolo per le masse e per questa ragione l'impressionante numero di giocatori impresso a fuoco nel suo curriculum si presta più alle attività di PR che non al gioco stesso. Ben più inerenti all'esperienza complessiva sono l'elevatissima possibilità di personalizzazione dell'arsenale, differente a seconda della fazione e del livello raggiunto, e la gestione dell'azione con obiettivi consecutivi. L'assalto alla base avversaria avviene infatti per gradi - accaparrandosi dei nuovi avamposti di respawn o privando il nemico dei rifornimenti o delle difese - e solo solo quando si soddisfano i sotto-obiettivi obbligatori si ha la possibilità di procedere all'attacco finale. Ne risulta una struttura di gioco elaborata e appagante, pur non esente da difetti, fra cui la ripetitività dei ruoli, in cui chi difende è costretto a presidiare gli stessi luoghi per intere mezz'ore.


Non è difficile ritagliarsi un ruolo in MAG una volta entrati nell'ottica di lavorare in gruppo. Può essere invece difficile valicare gli ostacoli inziali posti dai giocatori disinteressati e dall'ermeticità del prodotto. Di sicuro siamo di fronte a uno sparatutto con del potenziale elevatissimo e, come gli altri giochi prettamente online, solo la bontà della community può deciderne le sorti.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: guerra su larga scala; struttura di gioco elaborata; ampie mappe di gioco; gerarchie di comando; cooperazione indispensabile; personalizzazione di armi e giocatore a seconda del livello
Replay Value: buono. Con il giusto coordinamento offre un'esperienza di gioco davvero soddisfacente
Aspetti Negativi: troppi giocatori individualisti; tutorial ridotto all'osso e nessuna modalità in singolo; realizzazione tecnica lacunosa
In Sintesi: Quando ci si trova nella squadra giusta, con i superiori che sappiano come gestire gli obiettivi, MAG soddisfa come pochi altri titoli. Allo stato attuale questa situazione è piuttosto rara, ma ci sono le premesse per diventare qualcosa di realmente grandioso, in futuro.

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