mercoledì, marzo 17, 2010

Recensione/ Battlefield: Bad Company 2

Torna la Compagnia B. per una nuova ed eroica missione, diretta dalle sapienti mani di DICE, in un titolo fortemente atteso dai “soldati” di tutto il mondo. Siete pronti a lasciarvi stupire ancora una volta?

Battlefield: Bad Company 2
Sviluppatore: Digital Illusion CE
Editore: Electronic Arts
Distributore: Electronic Arts
Genere: Shooter
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC, PlayStation 3)
Titoli correlati: Call of Duty: Modern Warfare 2 (PC, Playstation 3, Xbox 360); Killzone 2 (PlayStation 3); SOCOM: U.S. Navy SEALs Confrontation (PlayStation 3); MAG (PlayStation 3)

La compagnia del piattello

Seconda Guerra Mondiale. Uno sparuto gruppo di commando americani tenta un’ardita missione in territorio giapponese. L’operazione segreta denominata “Aurora” ha lo scopo di impossessarsi del progetto di un’arma capace di contrapporsi alla bomba atomica. Qualcosa però porta ad un tragico epilogo… Giorni nostri. L’alto comando alleato riceve informazioni che i piani originali di quella temibile arma sono stati ritrovati dai russi. Bisogna infiltrarsi tra le fila nemiche ma la missione è al limite del suicidio. Chi meglio della Compagnia Bravo per tentare l’impossibile? Si può così riassumere la trama della campagna di Bad Company 2 che vede il giocatore vestire ancora i panni di Preston Marlow. Fin da subito si rivive il feeling del primo episodio grazie anche al gameplay pressoché identico e a quell’ironia tagliente e dissacrante di Redford, Haggard e Sweetwater che ha caratterizzato il primo titolo DICE.


A fronte della scarsa lunghezza (parliamo di poco più di 7 ore) troviamo una struttura narrativa più studiata e matura dove maggior attenzione è stata riposta all’introspezione dei nostri. Le missioni sono varie, mai ripetitive, e nonostante la decisa linearità (con qualche passaggio predefinito) offrono ampia libertà di azione in mappe vaste ed ottimamente realizzate. Il quantitativo di armi presenti è notevole e variegato, senza contare i numerosi mezzi disponibili lungo tutta la campagna. L’intelligenza artificiale, sia amica che nemica, si attesta su buoni livelli costringendo il giocatore a un approccio agli scontri discretamente riflessivo causa accerchiamenti, fuoco di soppressione e buone coperture nemiche, anche se a volte afflitti da un’insana tendenza suicida che li porterà ad avanzare verso di voi senza alcun motivo.


Punta di diamante della serie Bad Company risulta essere il motore di gioco: il Frostbyte, portato alla versione 2.0, si rivela ancora una volta incredibilmente potente. Ritorna la distruttibilità delle mappe quasi completa che ha contraddistinto il primo capitolo della serie con i danni che si ripercuotono su oggetti, edifici, alberi, persino sul terreno. Le routine di crollo degli edifici sono complesse e realistiche, così come gli innumerevoli effetti particellari o il fumo volumetrico. Inoltre è di grande impatto visivo l’orizzonte vastissimo e la qualità eccellente delle mappe soprattutto per il design, in alcuni casi degno di lode. D’altro canto, seppur senza dar fastidio più di tanto, questa mole di dati porta qualche leggero effetto popup, un tearing non marcato ma quasi sempre presente ed una fisica a volte un po’ imprecisa. Di primissimo livello tutto il comparto audio, con campionamenti delle armi davvero convincenti e rumori ambientali di alto livello. Impressionante la gestione dinamica dei suoni, tanto cupi e rimbombanti negli interni quanto secchi in campo aperto: un piacere da ascoltare, soprattutto se forniti di un impianto 5.1. Ottima e ben recitata la localizzazione nella nostra lingua. Unico neo sono le musiche, non particolarmente ispirate e adatte solo ad un blando sottofondo.


Dulcis in fundo, è doveroso infine elogiare il multiplayer di Bad Company 2, vera perla del gioco che racchiude in sé tutti i pregi di quanto detto fin d’esso. Nonostante sia presente un minore numero di modalità rispetto ad altri titoli si merita lo scettro di miglior FPS bellico in circolazione. Pur mutuando qualcosa dal suo rivale Modern Warfare 2 (ad esempio la rigenerazione della vita o l’introduzione di perk e accessori quali il red dot), l’approccio è dichiaratamente più tattico e cooperativo, con la suddivisione in squadre da quattro soldati ciascuna per un massimo di 24 giocatori. Le mappe sono varie ed enormi - dal deserto alla fitta boscaglia, dalle cime innevate all’isolotto fortificato - e la possibilità di radere al suolo praticamente ogni cosa costringe il giocatore a scelte strategiche relativamente “nuove” nel panorama degli sparatutto in prima persona odierni, ma dannatamente appaganti. La scelta è tra quattro classi (geniere, assalto, supporto e sniper) con un’ottima quantità di personalizzazioni, dalle armi con relativi accessori a bonus per l’aumento di determinate caratteristiche. La mole di fuoco inoltre è assicurata dallo stesso arsenale visto durante la campagna, dai mezzi (siano essi anfibi, terrestri o aerei), persino da mitragliatrici pesanti o postazioni fisse anticarro e antiaeree. L’avanzamento del giocatore, strutturato a gradi militari, consente tramite obiettivi e nuove armi e accessori di dilatare enormemente la longevità online del titolo.


In definitiva Bad Company 2 non colpisce per la campagna in singolo, breve seppur godibile, ma per un comparto tecnico sopraffino ed un online strepitoso, coinvolgente ed intenso, capace di portarlo nell’Olimpo del suo genere. L’ultima fatica di DICE si può serenamente riassumere in tre parole: divertente, divertente, divertente.

Andrea Franz

Aspetti Positivi: libertà d'azione; ambienti distruggibili; tecnicamente ottimo; componente online eccellente; missioni varie; divertimento assicurato
Replay Value: ottimo. Teoricamente infinito in multiplayer
Aspetti Negativi: qualche imprecisione grafica; campagna singole player troppo breve
In Sintesi: DICE per la seconda volta fa centro tirando fuori dal cilindro un capolavoro di tecnica e giocabilità che strappa a Modern Warfare 2 lo scettro di miglior FPS multiplayer online.

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