venerdì, aprile 09, 2010

Recensione/ Yakuza 3

Prosegue sulla next-gen la saga cult di Kazuma Kiryu, ex Yakuza perennemente perseguitato dai suoi trascorsi mafiosi nonostante tenti di cambiare strada

Yakuza 3
Sviluppatore: Amusement Vision
Editore: Sega
Distributore: Halifax
Genere: Azione/RPG
Piattaforma: PlayStation 3
Titoli correlati: Grand Theft Auto 4 (PlayStation 3, Xbox 360); Yakuza 2 (PlayStation 2); Shenmue 2 (Dreamcast, Xbox); Spikeout: Battle Street(Xbox)

They want me back in

Così come il Paese e la cultura che gli fanno da sfondo, il nuovo lavoro di Toshihiro Nagoshi miscela - e fa scontrare - vecchio e nuovo. Un'anima di picchiaduro a scorrimento che continua a faticare nella terza dimensione, immersa in una rilettura del concetto di libertà d'azione. Okinawa e Tokio sono tutte da vivere, popolate come non mai da persone di ogni tipo ma soprattutto invase di svaghi con cui divertirsi, dando origine a un sandbox game meno vasto di Grand Theft Auto, ma sicuramente più organico e coeso. Il mondo di Yakuza 3 è letteralmente zeppo di attività secondarie e side quest con cui trascorrere decine di ore senza curarsi della trama principale: pesca, golf, bowling, karaoke e i classici ufo catcher, solo per citarne alcuni, divengono veri e proprio "metavideogame" con cui sollazzarsi, realizzati con cura, giocabili e soprattutto divertenti. Guardiamo con un pizzico di invidia alla versione nipponica, pubblicata ormai un anno addietro e da cui sono stati troncati minigame come il mahjong, i quiz a tema storico e, su tutti, gli intrattenimenti con le hostess dei locali.


Ciò che riesce meglio a Yakuza 3 è dare l'impressione di essere davvero nei luoghi ritratti, fornendo uno spaccato di vita giapponese credibile che incrementa il coinvolgimento e l'immedesimazione nell'avventura. Aiuta non poco la possibilità di accedere a numerosi edifici, a differenza degli altri titoli del genere che relegano la libertà di esplorazione alla sola vita di strada. Eroe atipico eppure carismatico, Kazuma Kiryu è il Naoto Date delle nuove generazioni, dal cuore giusto ma costretto ai mezzi sporchi per risolvere le situazioni in cui viene invischiato. Dopo aver sacrificato la propria libertà in nome dell'amicizia, aver perso l'amata, il migliore amico e il padre adottivo nel primo episodio e dopo aver messo in pericolo la propria vita a causa di un complotto fra due famiglie mafiose, è arrivato il momento per Kazuma di ritirarsi e curare un orfanotrofio a Okinawa.


Una svolta volutamente prolungata da una serie di attività mondane che il giocatore viene chiamato a compiere per le prime ore di gioco, dove fra la preparazione di un pranzo, sessioni di gioco con i bambini e cure di animali si entra in sintonia con l'ex yakuza, approfondendone il lato psicologico. Un inizio forse lento e forzato, propedeutico però all'intera trama che si dipana nuovamente fra lotte di potere mafioso e intrighi politici con abbondanti colpi di scena. Alla stregua dei migliori gangster movies degli anni '80, Yakuza 3 ha il palato sopraffino per il dramma, forte di una sceneggiatura più che valida e una recitazione digitale impeccabile, che ha tratto ulteriori benefici dal salto generazionale della nuova piattaforma Sony, nonostante l'abuso di dialoghi solo testuali.


Sono i tratti tipici dei capolavori, che però Yakuza 3 perde di vista con soluzioni quasi retrograde per quanto riguarda la parte puramente d'azione. I combattimenti che costituiscono la spina dorsale della saga risentono ancora di una legnosità anacronistica a causa della gestione dello spazio poco intuitiva - non sono rari i colpi a vuoto - e della generale pochezza delle animazioni. Le novità rappresentate dagli oggetti (che si possono ora creare e riparare) e mosse finali con relativa barra di energia sono fonte di grande stupore destinato a diluirsi nella ripetitività dei combattimenti fatti di due soli tasti. Nella peggior tradizione degli RPG nipponici, gli incontri casuali interrompono il fluire dell'esplorazione e del cazzeggio fino alla nausea, con l'unico scopo di incrementare le statistiche del proprio personaggio. E' qui che il passato segna il massimo contrasto con l'anima progressista di Yakuza 3, il cui risultato è quindi altalenante in più occasioni.


Nei momenti migliori, però, Yakuza 3 è un affresco ben caratterizzato della quotidianità della vita giapponese e al tempo stesso un picchiaduro godibile, irriverente e goliardico - si imparano nuove mosse fotografando e bloggando le azioni dei passanti - intriso in una vicenda intrigante la cui unica barriera risiede nella sola localizzazione in inglese.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: città viva e ricca di attività secondarie; vicenda intrigante e ben narrata; ottima caratterizzazione dei personaggi; coinvolgente
Replay Value: buono. La vicenda principale costituisce un decimo di quanto Yakuza 3 mette a disposizione
Aspetti Negativi: incontri casuali fastidiosi e frequenti; sistema di combattimento immediato ma datato; tanto testo, solo in inglese
In Sintesi: nonostante il ritardo e qualche taglio, Yakuza 3 regala anche agli occidentali ore e ore di vita nipponica da godersi fino in fondo

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