domenica, giugno 20, 2010

Recensione/ Backbreaker

NaturalMotion prova a combattere lo strapotere di Electronic Arts e il suo Madden con una maggior focalizzazione sull'azione e sulla personalizzazione. Chi vincerà fra Davide e Golia?

Backbreaker
Sviluppatore: NaturalMotion Ltd.
Editore: 505 Games
Distributore: Halifax
Genere: Sportivo
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 3)
Titoli correlati: Madden NFL 10 (PC, PlayStation 3, Xbox 360, Wii, PlayStation 2); All-Pro Football 2K8 (PlayStation 3, Xbox 360)

Spaccaossa

Il franchise di Electronic Arts, dopo essersi accaparrato l'esclusiva della licenza NFL, ha pressochè fatto piazza pulita della concorrenza, sbaragliando persino l'agguerrita 2K Games con il suo All Pro Football. La nuova sfida al gigante arriva da NaturalMotion che con Backbreaker sceglie un approccio "sul pezzo" con la sua inquadratura ravvicinata tipica dei giochi d'azione. Si perde in visione globale - è più difficile gestire lo spazio della squadra e di conseguenza i passaggi - ma le giocate sono più viscerali e adrenaliniche, trasportando una certa autenticità mancante nelle visuali a volo d'uccello tipiche del genere. In Backbreaker sembra davvero di trovarsi sul campo e di sudare le cosiddette sette camicie in ogni placcaggio, realizzato con tecnica procedurale - e quindi sempre diverso - grazie al nuovo motore fisico Euphoria.



La sperimentazione di Natural Motion per creare qualcosa di unico sul mercato prosegue con il sistema di controllo interamente basato sui movimenti della leva analogica destra, tramite la quale si possono effettuare passaggi, finte, placcaggi, schivate e rotazioni. Purtroppo nel vivo dell'azione si incappa in indesiderate a causa di movimenti imprecisi col pollice o addirittura di errori nell'interpretazione da parte del gioco. Con la pratica il nuovo sistema si rivela più naturale rispetto a quello classico a pulsanti, ma rimane spesso la sensazione che i comandi non vengono sempre eseguiti come era nostra intenzione. Infine, Backbreaker si distingue dalla concorrenza per la totale assenza di commento audio e di statistiche in-game, proprio ad avvalorare l'intenzione di rendere il giocatore parte "giocante" della partita e non un tecnico a bordo campo.


Orfano dei team e giocatori originali, Backbreaker compensa in parte con l'implementazione di un editor di stemmi e divise simile a quello di Forza Motorsport, ma non altrettanto semplice da utilizzare. Manca la possibilità di cambiare divisa e tipo di casco - tutti con una ignota visiera scura - e, nonostante si possano personalizzare i nomi di tutti i giocatori, non si possono riprodurre quelli originali per problemi di copyright (ma con piccoli espedienti il problema è raggirabile) nè portare i propri stemmi nelle partite online. Ciononostante, il sistema di customizzazione offre parecchia carne al fuoco per domare i propri istiniti creativi e donare alle partite un minimo di autenticità in più, creando da zero addirittura tutte e 32 le squadre del campionato.


La vena arcade che pervade l'azione - con tanto di telecamera instabile che accompagna le corse verso i touchdown o i placcaggi - costituisce un incentivo per i neofiti ad approcciare il genere, visto che i veterani e gli amanti della simulazione si scontreranno con alcuni bug piuttosto gravi durante l'azione. Al livello di difficoltà Pro, capita che la propria squadra commetta fallo correndo contro al calciatore in fase di punt, oppure che le tattiche vengano eluse da una semplice corsa verso il fondo del campo avversario senza che gli avversari siano in grado di reagire. Nella modalità carriera infine non c'è un vero senso di progressione e di gestione della squadra, in quanto sono assenti fatica e ferite per i giocatori.


Per familiarizzare con i controlli e con le regole vi è un tutorial organizzato in 25 brevi eventi, mentre gli amanti delle corse a tutto campo potranno divertirsi con la Takle Alley, una sorta di modalità Orda in cui bisogna andare alla meta schivando avversari sempre più agguerriti. Sotto esame tecnico, Backbreaker è piacevole grazie a modelli poligonali ben definiti e animati, le cui azioni sono arricchite da effetti blur per dare una maggiore profondità di campo. Il comparto audio comprende urli e grida basilari cui si aggiunge una musica rockeggiante per sottolineare le giocate principali. Un discreto esordio, quindi, che configura Backbreaker come un'alternativa differente rispetto al caposaldo del genere ma non sempre convincente, soprattutto sotto il profilo simulativo tanto caro agli appassionati.

Raffaele Cinquegrana
Si ringrazia Red Ronin per la collaborazione

Aspetti Positivi: inquadratura sul campo; azione ben rappresentata; personalizzazione dei team; accattivante anche per i neofiti
Replay Value: buono. Modalità online ben realizzate
Aspetti Negativi: problemi nella gestione dei controlli con lo stick destro; visuale d'insieme limitata; alcuni bug nella rilevazione delle infrazioni; intelligenza artificiale non sempre reattiva
In Sintesi: Backbreaker è un esperiemento riuscito sul piano del dinamismo e del divertimento, un po' meno su quello della simulazione

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