sabato, ottobre 16, 2010

Recensione/ Dead Rising 2

La piccola gemma degli albori di Xbox 360 ritorna a distanza di quattro anni con protagonista e set differenti, ma sempre alle prese con i morti viventi. Ciò che differenzia Chuck Greene dagli zombi è proprio l'intelletto: sarà meglio usarlo in modo creativo.

Dead Rising 2
Sviluppatore: Blue Castle Games
Editore: Capcom
Distributore: Halifax
Genere: Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 3)
Titoli correlati: Dead Rising (Xbox 360); Zombie Apocalypse (PlayStation 3, Xbox 360); Resident Evil 5 (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Left for Dead 2 (PC, PlayStation 3, Xbox 360)

In your head

Usciti dal supermercato, ci si trova in città con i soliti problemi. Il traffico, l'inquinamento dell'aria, quello acustico e una folla di persone (o meglio, ex persone) pronte a calpestarti, o a morderti per trasformarti in uno di loro. Meglio far fuori quegli zombie, magari inventando un'arma su due piè. La libertà di disfarsi dei morti viventi nei modi più fantasiosi rimane il marchio di fabbrica della serie, che con Dead Rising 2 diviene ancora più avvincente. Raggiunto il tavolo da lavoro, con un po' di nastro adesivo si possono fare miracoli. Una sedia a rotelle e una batteria diventano una sedia elettrica; una mitragliatrice e un orsetto gigante si trasformano in una torretta difensiva; una pagaia e delle motoseghe danno vita all'arma a medio raggio definitiva.


Seppur non libera quanto si possa desiderare, la combinazione di oggetti offre quel genere di sperimentazione che mette alla prova il giocatore, invitandolo a cercare le soluzioni più bizzarre per un macabro divertimento. Le carte combo suggeriscono quali oggetti unire e l'accumulo di esperienza permette di sbloccare nuove armi e nuove combinazioni. La simil-Las Vegas "Fortune City" diviene un enorme centro commerciale da esplorare liberamente - facendo però i conti con lunghissimi caricamenti fra un'area e l'altra -, con numerosi negozi e casinò all'interno dei quali recuperare proprio tutto ciò di cui si ha bisogno per sopravvivere. O per apparire più "cool", vista la possibilità di cambiare abito fra decine di offerte che comprendono stramberie come gonnelle e vestiti per tenniste.


Proprio come il capostipite, Dead Rising 2 si sviluppa come un gioco "sandbox" a tempo. Nell'arco di 72 ore (fittizie) il nuovo protagonista - il motociclista Chuck Greene - può dedicarsi a ciò che meglio crede, sia questo scatenare la propria foga contro la folla di non morti che infestano la città, dedicarsi a scoprire chi l'ha incastrato provocando l'invasione o ancora barcamenarsi nelle moltissimi "casi" secondari per salvare i civili in pericolo. Ma lo scopo principale rimane quello di salvare la propria figlia trovando la dose quotidiana di Zombrex, una droga che ferma gli effetti dell'infezione da zombie. Il ticchettio dell'orologio scandisce pedissequamente qualunque missione - molte delle quali devono essere svolte in momenti precisi - il che rende Dead Rising 2 un titolo ad alta tensione. A dispetto di quanto si possa pensare, il limite di tempo e gli avvenimenti programmati conferiscono all'esperienza di gioco una maggiore credibilità, svincolando il giocatore dalla condizione di controllo totale tipica dei videogame.


Non ci sono penalità per aver tralasciato una missione o aver perso dei civili perchè non abbiamo fatto in tempo, oppure perchè eravamo impegnati in altre attività: eppure, quando l'evento scompare dall'agenda si prova un'emozione di sconfitta atipica. Forti di un personaggio opportunamente potenziato, si ricomincia l'avventura per evitare quella fine ingrata ed è questo uno dei punti di forza di Dead Rising 2, ovvero l'incentivo alla rigiocabilità che già aveva caratterizzato il predecessore. I due episodi sono infatti molto simili fra loro - la struttura è pressochè identica, compresi gli scontri con gli psicopatici a mo' di boss di fine livello - e a fronte di alcuni miglioramenti come l'intelligenza artificiale più reattiva permangono ben più gravi difetti. Spicca fra tutti il sistema di salvataggio vetusto che costringe a ripetere decine di minuti di gioco a fronte di un imprevisto decesso. Il sistema di combattimento rimane ancorato a due mosse e dal punto di vista grafico l'abilità di visualizzare migliaia di zombie sullo schermo è penalizzata da paurosi cali di fluidità con conseguente calo di reattività nei controlli.


Dead Rising 2 si apre al multiplayer con una modalità in cooperativa - divertente anche se incoerente, visto compaiono su schermo due Chuck Greene - e ben nove opzioni competitive per quattro giocatori. Ambientate nello spettacolo televisivo Terror is Reality, il multiplayer è composto da minigiochi ironici fra cui mettere i cappelli agli zombi, abbatterli con palle da bowling, schiacciarli stando all'interno di una palla per criceto o alla guida della propria moto armata di motoseghe. Divertenti ma a breve termine, i minigiochi online hanno però il vantaggio di accumulare denaro utile per acquistare Zombrex aggiuntivo nella modalità in singolo.


Nonostante i timori dovuti al passaggio di testimone dal team nipponico ai canadesi di Blue Castle Games, Dead Rising 2 è un titolo fedele all'originale sia nell'aspetto sia nella giocabilità, caratterizzato da una libertà d'azione intrigante e da personaggi nei quali è facile immedesimarsi. Nel complesso supera l'originale: fare a fette i morti viventi non è mai stato così divertente.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: combinazioni di armi; divertente; libertà d'azione; limite di tempo per le missioni incentiva la rigiocabilità
Replay Value: buono. Impossibile vedere tutto alla prima partita, e poi c'è sempre il multiplayer
Aspetti Negativi: caricamenti molto lunghi; problemi di fluidità; salvataggi scomodi provocano la ripetizione di lunghi tratti di gioco
In Sintesi: Dead Rising 2 si attiene alla formula originale e riesce anche a migliorarla per un'esperienza ammazzazombi di primo livello. Alcune scelte di design lo trattengono dal divenire un vero capolavoro.

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