mercoledì, ottobre 20, 2010

Recensione/ Fallout: New Vegas

Da Washington DC a Las Vegas, le devastazioni nucleari non hanno risparmiato proprio nulla. La capitale del gioco e la diga Hoover diventano il fulcro della contesa fra diverse fazioni in cui il nostro ruolo sarà fondamentale. Benvenuti a New Vegas.

Fallout: New Vegas
Sviluppatore: Obsidian Entertainment
Editore: Bethesda Softworks
Distributore: Namco Bandai Games
Genere: Gioco di Ruolo / Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Fallout 3 (PC, PlayStation 3, Xbox 360); The Elder Scroll IV: Oblivion (PC, PlayStation3, Xbox 360); Mass Effect 2 (PC, Xbox 360)

Roulette russa

Una consegna andata male, un uomo con una giacca a quadri, una morte scampata per un pelo. Il mondo di Fallout: New Vegas si apre così, dando pochi ma chiari indizi su un'avventura che diviene presto epica, mentre si esplora quel che rimane della capitale del gioco d'azzardo e dei suoi dintorni. Le lunghe camminate nel deserto del Mojave scoprono una mappa (quasi) senza confini che lascia spazio ad avamposti bellici, prigioni, basi missilistiche, cittadine popolate da cowboy, in cui farsi una reputazione aiutando o scombinando l'ordine locale in virtù della piena libertà d'azione caratteristica della serie. Lo scenario apocalittico è forse un po' meno triste rispetto a quello di Fallout 3: la vita a New Vegas continua scimmiottando i fasti dell'epoca andata, ne riprende le scintillanti luci al neon per dare un po' di colore al paesaggio devastato dalle radiazioni. Ma la Legione e la Repubblica della Nuova California si contendono il possesso del territorio e della diga Hoover, anarchici e brutali i primi, reminiscenti delle vecchie regole i secondi. Sono solo due delle tante fazioni che si incontrano a New Vegas, alle quali ci si può unire prendendone le vesti.


E' la prima delle poche novità introdotte nel nuovo episodio e per molti versi la più importante, grazie alla quale il proprio stile di gioco influenza il comportamento dei personaggi secondari e le reazioni che questi hanno durante i dialoghi a scelta multipla. Entrare nel territorio dell'RNC travestito da Powder Gang significa mettersi contro l'esercito più grande del territorio, mentre conoscere gli abitanti di un nuovo villaggio vestito da mercenario o da viandante può sortire effetti inaspettati come sconti e informazioni aggiuntive. Non sempre però la scelta dei vestiti ideali è chiara fin da principio, causando delle situazioni insolite dove si viene riconosciuti a priori anche sotto copertura. A parte questi inghippi, tutto è relativo al proprio comportamento - la reputazione nelle varie località è ben visibile sulla mappa - e sebbene l'interessante vicenda principale proceda sui binari verso un finale unico l'esperienza di gioco varia sensibilmente a seconda dell'approccio. Si può seguire per direttissima la trama e il puntatore sulla mappa, oppure dedicarsi alle numerosissime missioni secondarie proposte dai personaggi dei vari villaggi. Non semplici richieste di raccolta oggetti o di scorta, bensì missioni articolate in più parti in cui dire la propria scegliendo molto spesso come completarle. Mandare l'esercito a Primm per sopprimere le sommosse, oppure scegliere uno sceriffo che riporti l'ordine senza stravolgere la situazione? La scelta è lasciata al giocatore e, come tante in Fallout: New Vegas, offre la possibilità di personalizzare la partita a modo proprio.


Naturalmente vi è la totale possibilità di personalizzare il proprio personaggio, nell'aspetto all'inizio dell'avventura e negli attributi che ne caratterizzano le abilità. Torna così il sistema S.P.E.C.I.A.L. - statistiche di forza, intelligenza e così via - affiancato da una serie sterminata di abilità aggiuntive utili per plasmare come meglio si crede il proprio eroe. L'aumento di livello - fino a un massimo di 30 - garantisce nuovi punti per incrementare le statistiche a piacimento e l'esperienza si accumula con pressochè qualunque azione nel gioco, sia essa un combattimento, una serratura scassinata o un nuova località scoperta sulla mappa. A seconda delle abilità si aprono nuove opzioni per i dialoghi a scelta multipla oppure nuovi percorsi, proprio come in Fallout 3. Sul braccio ritroviamo il Pip-Boy 3000, che offre un'interfaccia più o meno comoda (le scritte sono molto piccole) per gestire le missioni, l'inventario e tutto ciò di cui si ha bisogno nel corso dell'avventura. Poche altre novità danno a questo spin-off un tocco di originalità: si possono impartire ordini ai compagni di squadra, un fuoco da campo può essere utilizzato per cucinare i cibi secondo le ricette imparate sul percorso - in aggiunta alla possibilità di creare e disassemblare oggetti al banco di lavoro e di potenziare le armi - e i veterani apprezzeranno la modalità "Duro", in cui bisogna tenere d'occhio i livelli di stanchezza, idratazione e fame e in cui anche le munizioni hanno un peso che influisce sulla capacità del proprio inventario.


Fallout: New Vegas non è, quindi, un titolo dirompente come lo era stato il predecessore. Come da tradizione Obsidian, tutto segue pedissequamente la formula originale. Ed è un vero peccato, in quanto ciò che due anni or sono era stato condonato in virtù dello straordinario coinvolgimento appare oggi davvero imperdonabile. Titoli come Mass Effect 2 dimostrano come sia possibile miscelare efficacemente gli elementi RPG in un sistema di combattimento in tempo reale. Quello di new Vegas, invcece, riesce bene nel suo intento ruolistico - con una serie di statistiche che influiscono sulla riuscita degli attacchi e con la possibilità di usare il sistema V.A.T.S. per colpire parti specifiche degli avversari usando i punti abilità - ma fallisce miseramente in tutto il resto. Le sessioni in tempo reale divengono frustranti a causa dell'eccessiva influenza dei parametri del personaggio e della scarsità di munizioni a disposizione. Si finisce quindi per attaccare unicamente con il V.A.T.S. (che di fatto mette in pausa l'azione) per poi scappare nell'attesa che si rigenerino i punti abilità. Ma con un'intelligenza artificiale dei nemici - umani o abomini postatomici che siano - reminiscente del primo Doom e senza la possibilità di sfruttare le coperture, il tutto si riduce a una chilometrica corsa all'indietro. Pur non essendo uno sparatutto, l'azione è una delle componenti base della meccanica di gioco e, così com'è, semplicemente non funziona gravando pesantemente sull'esperienza.


Troviamo inoltre le stesse incongruenze nelle ramificazioni dei dialoghi che, seppur qualitativamente al di sopra di pressochè tutte le produzioni del genere, presentano informazioni di cui il giocatore non dovrebbe essere nemmeno a conoscenza; i bug grafici non sono all'ordine del giorno, ma ciò non ci ha impedito di rimanere intrappolati all'interno di una roccia o incastrati nello scenario in qualche occasione; infine la vastità della mappa perde spesso valore a causa di brulle sezioni tutte uguali. Ancora una volta siamo di fronte quindi a un titolo di enorme spessore penalizzato dall'esecuzione non sempre all'altezza del compito. Nulla da rimproverare invece al comparto tecnico, la cui resa grafica è più che soddisfacente, ricca di atmosfera e di dettagli, soprattutto considerando l'estensione della mappa di gioco. Apprezzabile anche l'audio e il doppiaggio completamente in italiano purtroppo non controbilanciato da un'adeguata recitazione degli attori poligonali, troppo statici sul posto.


In definitiva, Fallout: New Vegas costruisce sulle solide fondamenta della meccanica di gioco creata da Bethesda un mondo in cui perdersi e trascorrere non decine, ma centinaia di ore rapiti dalla complessità della struttura e delle situazioni in cui si incorre. Per certi versi è un po' troppo simile a Fallout 3 - identico sotto alcuni aspetti - e le pecche reiterate a distanza di due anni sono un peso sullo stomaco soprattutto per chi si avvicina all'universo di Fallout per la prima volta. Eppure, l'esperienza complessiva ancora una volta ha la meglio e una volta risucchiati nell'atmosfera di New Vegas, sarà difficile uscirne.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: libertà d'azione totale; il proprio comportamento influenza i personaggi non giocanti; vicenda interessante; dialoghi e missioni secondarie mai banali; possibilità di prendere parte alle fazioni in gioco; nuovo sistema per creare oggetti; il V.A.T.S. è ancora soddisfacente da usare
Replay Value: Ottimo. Tantissime missioni secondarie e un'area di gioco estesa tutta da esplorare
Aspetti Negativi: sistema di combattimento in tempo reale da dimenticare; intelligenza artificiale pessima; alcune incongruenze nei dialoghi a scelta multipla
In Sintesi: non un vero seguito bensì un enorme espansione, Fallout: New Vegas immerge il giocatore in un immenso mondo tutto da esplorare, purtroppo non esente da difetti

2 commenti:

  1. Recensione pessima definirlo un espansione è una cavolata, le novità ci sono tutte, allora tutti i COD sono delle espansioni del precedente.
    Questa recensione ha tutta l'aria di essere stata fatta sulla base di commenti già sentiti sul web e non da uno che lo ha giocato a fondo. Io dopo averci passato 40 ore e passa dico che merita molto di più di questo giudizio superficiale

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  2. Perchè non dire semplicemente che non sei d'accordo (e su cosa) invece di sentenziare su quanto uno abbia giocato un titolo o meno?
    Grazie

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