domenica, marzo 06, 2011

Recensione/ Dreamcast Collection

Dal profondo della memoria arriva una raccolta di titoli dedicata ai nostalgici dell'era Dreamcast, che potranno rivivere le emozioni con Sonic, BD Joe, Ulala e una spigola da 20Kg. Nessuno ha invitato Ryo Hazuki alla rimpatriata?

Dreamcast Collection
Sviluppatore: Sega
Editore: Sega
Distributore: Halifax
Genere: Compilation
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC)
Titoli correlati: God of War Collection (PlayStation 3); Prince of Persia Classic Trilogy HD (PlayStation 3); Beyond Good & Evil HD (Xbox 360)

Back in da dayz

Fra tutte le console abbandonate prematuramente, Dreamcast è sicuramente quella che arruola i fan più passionali, le cui memorie descrivono ore trascorse in compagnia di titoli che, purtroppo, sono stati sottovalutati dai più. La speranza che quei giorni possano rivivere ancora dura poco con Dreamcast Collection, principalmente a causa della modalità con cui la selezione di titoli è stata impacchettata. Senza extra di alcun tipo nè una "rimasterizzazione" degna di questo nome, la suddetta Collection sembra più un pretesto per mettere sullo scaffale dei titoli già disponibili su Xbox Live Arcade. Lo stesso menu principale lascia intendere lo scarso amore riposto nella compilation, tant'è che per cambiare gioco è necessario tornare alla dashboard. Inoltre, la scelta di includere solo quattro titoli - Sonic Adventure, Crazy Taxi, Space Channel 5 part 2 e Sega Bass Fishing - lasciando da parte i veri mostri sacri dell'era Dreamcast (uno su tutti, Shenmue) rende tale Compilation un lavoro riuscito solo a metà.

Sonic Adventure è fra tutti il lavoro che ha ricevuto l'adattamento peggiore. Come avessero usato un "copia e incolla" della versione originale, è l'unico a non aver goduto dell'upgrade a 16:9 e quello che risente maggiormente dei suoi anni, con la telecamera bizzarra e i problemi di (very) bad clipping. Nulla è stato fatto per rendere l'allora capolavoro del Sonic Team un titolo di cui tutt'ora andare fieri: persino i caricamenti a metà livello sono rimasti intatti, non certo in segno di rispetto per l'opera originale. E' un vero peccato, poichè con pochi ma sostanziali accorgimenti, Sonic Adventure sarebbe divenuto il miglior Sonic in 3D di sempre, grazie al design dei livelli memorabile e accattivante, alla mole di contenuti eccellente e ai personaggi comprimari che non rubano la scena al porcospino blu. Vale comunque la pena di ributtarsi nell'avventura, consci che di tanto in tanto la nostalgia potrebbe tramutarsi in delusione.


Anche Crazy Taxi non ha avuto una sorte migliore, le musiche su licenza dei The Offspring e Bad Religion rimpiazzate con brani rock ritmati ma decisamente meno azzeccati. Nonostante i problemi di clipping, fare il taxista sulle strade di una simil-San Francisco è tutt'ora divertente grazie al gameplay immediato e allo stesso tempo ricco di sfumature per eseguire derapate, partenze a razzo e via discorrendo. Ovviamente non mancano i minigiochi Crazy Box e le varie modalità di gioco a tempo che allungano la vita a Crazy Taxi, sebbene rimanga un'esperienza all'apice dell'arcade: veloce ma di breve durata.


Chiudono la Collection due inediti - almeno per il momento - su Xbox Live Arcade: Space Channel 5 part 2 e Sega Bass Fishing. Fatta eccezione per i filmati piuttosto pixellosi, il primo ha resistito egregiamente al peso degli anni grazie al gameplay accattivante e all'eccezionale colonna sonora anni '70. Nei panni della reporter spaziale Ulala, si deve sventare la minaccia dei Rhythm Rogue ripetendo le mosse a tempo come in un moderno Simon. Non è raffinato quanto altri rhythm' game sul mercato - la sintesi vocale che indica il tasto da premere non è sempre chiarissima - ma la meccanica di gioco semplice unita alla presenza di personaggi comprimari come Space Michael lo rende un titolo con un fascino tutto suo.


Sega Bass Fishing è invece il più debole della raccolta, vuoi per l'assenza del mulinello che lo aveva distinto una decade fa, vuoi per la meccanica di gioco fin troppo basilare che, insieme alla possibilità di continuare all'infinito, elimina di fatto qualunque sensazione di sfida. Non è stata nemmeno introdotta la vibrazione per dare un feedback sul comportamento del pesce, rendendo le sessioni di pesca un affare poco stimolante. La Dreamcast Collection finisce qui, poichè come anticipato, non vi sono extra per solleticare la gola degli appassionati e che diano ulteriori giustificazioni per l'acquisto di una raccolta che ha parecchie lacune e che offre ben poche soddisfazioni. Sega pretende l'amore dei fedelissimi, ma la prima a non offrirlo è proprio lei.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: Sonic Adventure e Crazy Taxi rimangono i migliori; prezzo contenuto
Replay Value: discreto. Sonic Adventure merita di essere giocato fino in fondo, Crazy Taxi è adrenalinico
Aspetti Negativi: selezione di titoli discutibile; nessun extra; impacchettato con poca cura; adattamento di Sonic Adventure mediocre; musiche di Crazy Taxi non originali
In Sintesi: più che una raccolta, è una manciata di titoli pronti all'uso messi insieme giusto per raccogliere un po' di denaro dagli appassionati, che si ritrovano con un pacchetto ai minimi storici. Consigliato solo a chi non ha voglia di collegare il Dreamcast alla TV

2 commenti:

  1. La Console per eccellenza(a parer mio) che custodisco gelosamente è stata trattata a pesci in faccia ancora una volta, vivo i videogames da anni sperando di riprovare quelle sensazioni che solo SEGA ha saputo darci. Forse sono cambiati i tempi...forse sono cambiato io...ma SCUD RACE, DAYTONA USA, SEGA RALLY, fatti come in salagiochi, non li ho mai visti su Console e avanti con FPS e giochi in terza persona che una volta finiti non li giochiamo più.
    GENTLEMEN START YOUR ENGINE....ROOOOOOLLING STAAAAAART.....BLU...BLU SKY...

    Andrea Facchinetti

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  2. Concordo! Scud Race mi ricorda i vecchi tempi andati. Per fare un tuffo nella memoria ho rimesso su Sega Rally (la nuova versione per Xbox 360) :)

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