giovedì, aprile 07, 2011

Recensione/ Warriors: Legends of Troy

L'antica grecia torna protagonista di un hack'n slash, ma la rivisitazione di Koei Tecmo prova a essere un po' più aderente alla mitologia evitando di scopiazzare God of War nella meccanica di gioco. Sarà la scelta giusta?

Warriors: Legends of Troy
Sviluppatore: Koei Tecmo Canada
Editore: Koei Tecmo Europe
Distributore: Halifax
Genere: Azione
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PlayStation 3)
Titoli correlati: La Leggenda di Beowulf (PlayStation 3, Xbox 360); God of War III (PlayStation 3); Scontro di Titani (PC, PlayStation 3, Xbox 360)

Lezione di storia


Arriva quasi in sordina questo nuovo hack'n slash dello studio canadese di Koei Tecmo e la prima cosa che balza all'occhio è la presa di distanze sia dalla serie Dynasty Warriors, sia da God of War e simili. Dal ritmo più pacato e con un gameplay votato leggermente più alla tecnica rispetto alla pressione convulsa dei tasti, Warriors: Legends of Troy rappresenta una piacevole sorpresa dal punto di vista narrativo. Non tanto per le soluzioni visive o per la regia, quanto per l'aderenza ai Poemi del ciclo Epico. Una voce fuori campo accompagnata da immagini fisse o sporadiche scene di intermezzo racconta con grande accuratezza la guerra di Troia, con tanto di flashback e introspezioni che seguono quasi punto per punto - persino utilizzando i versi originali - le gesta di eroi achei come Achille, Ulisse, Aiace e Patroloco, oppure troiani come Ettore, Paride, Enea e Pentesilea, alternandone i punti di vista.


Questo desiderio di "realismo storico" si riflette anche nella meccanica di gioco. Fatta eccezione per la barra di Furia, che permette di attaccare con velocità e potenza maggiori, i combattimenti non prevedono mosse speciali, super-poteri, nè eventi quick-time. Ci si affida ad attacchi veloci, attacchi mirati che danno luogo ad esecuzioni alquanto sanguinose, oppure a mosse di stordimento. Maggiore è il tempismo delle combinazioni, maggiore è il danno inflitto, con la possibilità di concatenare azioni differenti con discreta semplicità. E' possibile parare gli attacchi e, cogliendo l'attimo, sbilanciare l'avversario, oppure effettuare schivate rotolando sul terreno o ancora raccogliere le armi nemiche. Particolarmente appagante, in questo caso, è la possibilità di lanciarle verso i nemici in fuga come fosse un tiro al bersaglio. Gli otto personaggi sono caratterizzati da stili di combattimento differenti per velocità, potenza e naturalmente attacchi, anche se non si tratta di varianti drastiche alla formula di base.


Non fosse per l'estrema ripetitività degli scontri e delle tecniche di gioco, l'obiettivo di creare un hack'n slash differente sarebbe riuscito in pieno. Il sistema di combattimento però non tarda a rivelare una legnosità inconsueta per il genere, unita all'assenza di varietà nelle combo quasi straziante. Imparata la tecnica di stordimento e di esecuzione, si trascorre la maggior parte del tempo a premere due tasti sempre nella stessa sequenza, rendendo i progressi sempre meno appaganti. L'intelligenza artificiale delle masse di avversari non stimola l'elaborazione di tecniche alternative, sebbene di tanto in tanto i generali o i comandanti richiedano approcci specifici per essere abbattuti. A rinvigorire l'interesse intervengono le sfide a singolar tenzone con i boss di fine livello, ma anche in questo caso è sufficiente imparare la tecnica corretta e ripeterla all'infinito per avere la meglio.


Anche le ambientazioni, a causa dell'impostazione realistica, soffrono di un déjà vu impressionante già nella prima manciata di missioni, con terreni sempre uguali e scarsamente caratterizzati. Ciò che colpisce per varietà e per personalizzazione è invece il sistema di potenziamento del personaggio. Accumulando esperienza durante i combattimenti è possibile acquisire nuove tecniche e abilità (contraddistinte da forme particolari) da disporre su una griglia a mo' di Tetris. Non potendo potenziare il personaggio all'infinito, è necessario incastrare con cura le forme delle abilità acquisite - ve ne sono oltre 50 da scoprire - in modo da ottenere il massimo risultato.


Purtroppo nè il sistema di upgrade, nè la bontà della narrazione riescono a compensare un'esperienza di gioco nel complesso poco incentivante a causa della ripetitività del gameplay. Le missioni secondarie e la modalità sfida potrebbero garantire qualche ora in più di gioco, ma in definitiva siamo di fronte a un titolo appena interessante per gli appassionati del genere, che potranno anche affermare di aver imparato qualcosa giocando.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: aderente alla mitologia; sistema di upgrade innovativo; obiettivi secondari nelle missioni
Replay Value: sufficiente. Occorre completarlo più volte per ottenere tutti gli oggetti
Aspetti Negativi: estremamente ripetitivo; scenari di guerra sempre uguali; intelligenza dei nemici di basso livello
In Sintesi: a Warriors: Legends of Troy va il merito di provare una strada alternativa ai vari cloni di God of War, ma non è sufficiente per giustificarne il blando risultato

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