mercoledì, maggio 11, 2011

Recensione/ Brink

Una modernissima Arca di Noè diviene teatro di battaglia di due fazioni contrapposte in uno shooter che sorprende per originalità. Riuscirà Splash Damage a emergere in un mercato in cui dominano i sequel?

Brink
Sviluppatore: Splash Damage
Editore: Bethesda Softworks
Distributore: Leader S.p.A.
Genere: Shooter
Piattaforma: Xbox 360 (disponibile per PC e PlayStation 3)
Titoli correlati: Unreal Tournament 3 (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Mirror's Edge (PC, PlayStation 3, Xbox 360); Section 8 (PC, Xbox 360); Team Fortress 2 (PC, PlayStation 3, Xbox 360)

In a Brink of an eye

In un panorama videoludico in cui gli sparatutto in prima persona si somigliano un po' tutti, Brink ha un sapore nuovo. L'accento posto su veloci scontri multiplayer in cui si corre e si spara a testa bassa rivela un DNA ancestrale, che qui costituisce le solide fondamenta di una meccanica sfaccettata e fortemente improntata sul gioco di squadra. A seconda della fazione scelta - Sicurezza o Resistenza - si viene coinvolti in operazioni che mirano a salvare o a distruggere l'Arca, una gigantesca struttura galleggiante presa d'assalto durante il periodo di crisi energetica. Non che la vicenda conti granchè, considerata la narrazione appena accennata e troppo frammentaria. Ciò che interessa maggiormente è buttarsi in battaglia e accumulare punti esperienza da spendere in abbigliamento, armamentario, gadget di potenziamento e nuove abilità.

Brink rinvigorisce il concetto incrementando i punti esperienza in base al ruolo che si ha in missione e all'obiettivo della stessa. Si ottengono punti extra rimanendo nelle vicinanze dell'obiettivo nelle missioni di scorta, protezione o presidio, oppure cooperando con i compagni per catturare un avamposto o creando nuove strade all'interno della mappa. Le quattro classi di specializzazione - Soldato, Medico, Tecnico e Agente - posseggono abilità di supporto che, anch'esse, fanno guadagnare punti esperienza, come la possibilità di rimpinzare i caricatori dei compagni (Soldato), di potenziare le armi (Tecnico) e ovviamente di curare i caduti (Medico). Spinto dal "looting" di punti esperienza - che poi è il tema portante di Brink - il giocatore è altresì incentivato a partecipare attivamente alle missioni di gruppo.


Ciascuna missione è allestita in una grande mappa dove scorrazzare a piacimento organizzandosi con i compagni per completare obiettivi primari e secondari - selezionabili tramite un semplice menu radiale - entro un dato limite di tempo. Alcuni di questi comportano la distruzione di un particolare elemento, altri il sabotaggio, la riparazione o ancora la protezione: azioni che variano a seconda della classe scelta sfruttandone le abilità specifiche. Collegandosi agli avamposti della squadra è possibile cambiare classe a piacimento, così come l'arsenale, in modo da adattarsi al meglio alle condizioni mutevoli della battaglia. Quando si sbloccano abilità peculiari come la costruzione di torrette per il Tecnico, gli scontri raggiungono una frenesia ancora più elevata. Una squadra eterogena ha più chance di vittoria, ma l'aiuto dei compagni e il coordinamento fra i membri sono più che mai determinanti.


Perchè Brink è un titolo che può innervosire, e parecchio, a causa della confusione estrema che spesso e volentieri si crea sullo schermo. I proiettili volano reminiscenti dei bei tempi con Unreal Tournament, ma qualcosa è cambiato e il divertimento rischia di lasciare spazio alla frustrazione dopo l'ennesima rigenerazione a chilometri dall'obiettivo. L'intelligenza artificiale peggiora la situazione e rende Brink consigliabile solo in partite cooperative online, dove un gruppo di amici è sicuramente più affidabile di una CPU che si perde per i propri affari nelle vaste mappe. Insieme alla monotonia di alcuni obiettivi - per esempio proteggere un ostaggio per oltre 10 minuti - confusione e intelligenza artificiale precaria costituiscono i punti deboli capaci di mettere al tappeto un titolo altrimenti brillante e accattivante come pochi negli ultimi tempi.


Strizzando l'occhio al parkour, il sistema di movimento Smart è entusiasmante e permette di arrampicarsi, gettarsi in scivolata e saltare gli ostacoli tenendo premuto il tasto dorsale sinistro, conferendo all'azione una dinamicità davvero senza pari. I combattimenti si sviluppano su tutti i piani, l'esplorazione della mappa diviene più naturale e completa e lascia enorme spazio per scovare percorsi secondari per portarsi in posizione di vantaggio. Sebbene manchino all'appello mosse di evasione laterali, nel complesso Brink riesce a rinverdire la meccanica di gioco proprio a partire dall'agilità del personaggio, che può ulteriormente variare in base alla corporatura scelta. Come già accennato, l'elevata personalizzazione - grafica e non - dell'eroe è lodevole ed evidenzia un titolo in cui ciascun giocatore può ritagliarsi un esperienza di gioco più vicina al suo stile. Fiore all'occhiello è l'implementazione della componente online, che permette di affrontare la vicenda principale sia in modalità cooperativa a 8 giocatori, sia competitiva a 16 entrando in partita in qualunque momento. Indipendentemente dalla modalità, però, le mappe e le missioni rimangono quelle (poche) della campagna principale.


Dal punto di vista tecnico, il nuovo motore di gioco id Tech dà grande prova di sè e si dimostra capace di rivaleggiare con l'Unreal Engine grazie a uno stile coloratissimo, una generale cura dei dettagli pur disegnando ambienti di ampio respiro e una fluidità che si attesta per gran parte dell'azione sui 30 fotogrammi al secondo. Deludente invece il doppiaggio in italiano, spesso fuori sincrono e con voci che poco si addicono agli eroi in gioco. Nel complesso Brink è un titolo polarizzante, capace di appassionare e divertire se giocato con lo spirito di gruppo fra amici ma deludente se provato in singolo. Quel che più sorprende è come riesca a catturare l'attenzione una volta superati i primi ostacoli: dopodichè, la strada è tutta in discesa.

Raffaele Cinquegrana

Aspetti Positivi: gameplay accattivante; personalizzazione e upgrade dei personaggi; 4 classi con abilità specifiche; multiplayer appassionante; parkour ben implementato
Replay Value: buono. In multiplayer dà il meglio
Aspetti Negativi: troppa confusione; vicenda trascurabile; alcune missioni sono tediose; intelligenza artificiale lacunosa
In Sintesi: Brink ha tutti gli elementi per distinguersi dalla massa e diventare un classico, ma l'eccessiva confusione sullo schermo e l'intelligenza artificiale deludente lo buttano giù dal trono

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